Liliana Gorini: MoviSol è il Movimento internazionale per i Diritti Civili Solidarietà, che fa capo all’economista americano Lyndon LaRouche, l’unico economista ad aver previsto la crisi e ad aver proposto una soluzione già negli anni Novanta: il ripristino della legge Glass-Steagall, per togliere ogni garanzia dello stato agli speculatori e finanziare invece imprese e famiglie, e grandi progetti di sviluppo per rilanciare l’economia reale garantendo al contempo la pace e la cooperazione economica con Russia e Cina. Su questi temi conduciamo da molti anni una campagna in tutto il mondo, dagli Stati Uniti, a Francia, Germania, Svezia, Danimarca e Spagna in Europa. Ad esempio il mio amico e collega francese Jacques Cheminade, già candidato presidenziale, ha scritto una dichiarazione a sostegno degli allevatori francesi molto simile alla mia (in Francia ci sono stati 500 suicidi tra gli allevatori costretti a chiudere) in cui, come me, chiede non soltanto un prezzo congruo e remunerativo, ma anche una moratoria sui debiti delle aziende agricole, lo stop al TTIP, l’abolizione delle sanzioni che colpiscono duramente l’agricoltura francese, così come quella italiana, e la separazione bancaria (Glass-Steagall) per rilanciare il credito all’economia reale. E come me invita gli allevatori ad unirsi ad altre categorie, associazioni di consumatori, sindacati, nel chiedere a viva voce questi cambiamenti urgenti nella politica economica. Lo stesso stiamo facendo negli Stati Uniti, dove la nostra mobilitazione per Glass-Steagall ha portato a diversi disegni di legge bipartisan al Congresso, facendo di questo il tema principale della campagna per le presidenziali del 2016. in Francia, Germania e Stati Uniti abbiamo un movimento molti attivo, anche con manifestazioni e gazebo sulle strade.

– tutelate i diritti dei cittadini ma siete indipendenti dalla politica?

Liliana Gorini: Assolutamente [sì], siamo un movimento di idee, non legato ad alcun partito, e proponiamo a tutti le nostre soluzioni. La nostra petizione per Glass-Steagall, ad esempio, ha ispirato ben otto disegni di legge sulla separazione bancaria al Parlamento italiano, e quattro mozioni approvate in quattro regioni (Lombardia, Veneto, Toscana e Piemonte). Ha suscitato molto interesse anche la nostra campagna per rilanciare la cultura classica, ed il cosiddetto “La verdiano” (La=432 Hz, voluto da Giuseppe Verdi nel 1884) sostenuta da migliaia di artisti in tutto il mondo, così come la nostra petizione contro le sanzioni e per la cooperazione coi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). Collaboriamo con lo Schiller Institute, che si rifà al grande poeta tedesco Friedrich Schiller, che vedeva nell’arte la forma più alta di Stato. Anche in Italia i nostri più grandi politici sono stati Dante Alighieri e Giuseppe Verdi, che come noi vedono nella politica qualcosa di nobile, e non un gioco al massacro.

– in Italia in quale direzione e con chi Vi state muovendo?

Liliana Gorini: In Italia abbiamo un Programma per l’Italia, il Sud Europa ed il Mediterraneo che è a disposizione di qualunque forza politica, sindacato, o associazione di categoria che voglia farsene portavoce. Nella politica italiana ci sono purtroppo troppi slogan e pochi programmi concreti per uscire dalla crisi, qui il nostro contributo è fondamentale, anche grazie al fatto che siamo un movimento internazionale, e non soltanto italiano. Il programma di Movisol, così come le nostre proposte per rilanciare il credito all’industria e all’agricoltura, sono reperibili sul nostro sito movisol.org.

– come Vi finanziate?

Liliana Gorini: Questo è il punto dolente del nostro movimento. Come ogni movimento indipendente abbiamo una carenza cronica di fondi. Questo limita la nostra attività, ma è anche garanzia della nostra indipendenza. Ci finanziamo grazie alle quote associative ed ai contributi dei nostri soci, o delle persone che ci sostengono iscrivendosi alla nostra newsletter. Chi è d’accordo con le nostre idee può associarsi o contribuire utilizzando questo link: movisol.org/dona/ (vedi) o scrivendo al nostro indirizzo [email protected] (scrivi).

Giuseppe Criseo
Varese Press