Una settimana cruciale

Editoriale del Presidente MoviSol, Liliana Gorini

Mentre il nostro Parlamento, “blindato” da Renzi, veniva indotto con la forza ad approvare riforme costituzionali che non risolvono in alcun modo i problemi reali della gente, ma anzi ne provocano altri, al vertice di Minsk e alle manifestazioni ad Atene, New York, Lisbona e Bruxelles si decidevano le sorti dell’Europa, Italia compresa, e del mondo intero.


A sostegno della Grecia

Mercoledì si sono tenute in tutto il mondo imponenti manifestazioni a sostegno della Grecia, e contro l’austerità della Troika, che uccide.

Piazza Syntagma ad Atene si è nuovamente riempita di gente che protestava contro la Merkel, Schaeuble e la BCE, che in 4 anni, con le loro “riforme”, hanno affamato la popolazione raddoppiando il debito che sostenevano di voler ridurre.

Contemporaneamente si tenevano manifestazioni di sostegno alla Grecia in molte capitali europee: Parigi, Bruxelles, Lisbona…

Alla grande manifestazione a New York ha partecipato anche il nostro movimento negli Stati Uniti, il LaRouche PAC, con cartelli contro la Troika e a favore dell’ingresso della Grecia, e degli Stati Uniti, nel progetto di sviluppo e di cooperazione dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), e del coinvolgimento di quelli nelle attività della Banca per lo Sviluppo di questi, banca che, a differenza del Fondo Monetario e della Troika, non impone condizioni e non ricatta i paesi a cui concederà finanziamenti.

L’intransigenza dell’Eurogruppo, di Draghi e della Merkel non farà che accelerare il crollo, prevedibile e inevitabile, di questo sistema dell’Euro, fondato sulla speculazione finanziaria.

Fa bene il governo greco a non accettare i loro ricatti.

Le due cose si escludono: o si salva la Grecia, come Stato e come popolo, oppure si continua a garantire valore ai derivati e agli altri titoli tossici così cari alla BCE.

Se la Grecia uscirà dall’unione monetaria, questo sistema ingiusto e genocida riceverà un duro colpo: possa lo scossone finale, che lo porterà a crollare, venire dal ripristino della legge Glass-Steagall, che toglierà ogni garanzia dello Stato agli speculatori, separando nettamente le banche ordinarie (commerciali) da quelle d’affari (speculative, parlando schiettamente). Le nuove adesioni, anche dall’Italia, alla petizione internazionale dello Schiller Institute contro le sanzioni e i calcoli della geopolitica, e per la cooperazione coi BRICS (vedi), dimostrano che il tema di un nuovo sistema creditizio è sempre più sentito come essenziale e imprescindibile.


Per la pace con la Russia

Al vertice di Minsk di mercoledì scorso tra il Presidente russo Putin, quello ucraino Porošenko, il francese Hollande e la tedesca Merkel, si è compiuto l’ultimo tentativo di scongiurare “lo spettro di una guerra nucleare” come titolava Der Spiegel nella sua edizione elettronica la scorsa settimana.

Quanto spazio hanno dedicato i nostri TG a questi due eventi cruciali, mercoledì sera?

Delle manifestazioni contro la Troika in tutto il mondo nemmeno una parola. Quanto al vertice di Minsk, un servizio di pochi secondi, in cui l’unica “verità” sui bombardamenti nel Donbass è stata mostrata quasi per caso, le immagini dell’esercito ucraino e dei suoi carri armati con tanto di croce uncinata in alto a destra nell’inquadratura, senza alcun commento.

Come può la Russia tollerare un regime nazista alle porte? Come può tollerarlo l’Europa? Chi guida l’Europa ha forse dimenticato del tutto le lezioni del nazismo e della seconda guerra mondiale? Quesiti importanti, che i nostri TG non si pongono mai.

Pochi, oltre ai nostri assidui lettori, sanno, ad esempio, che la dottrina americana prevede un “first strike” (primo colpo) nucleare contro la Russia, nella folle illusione che una guerra nucleare possa essere vinta non concedendo ai russi il tempo di reagire.

Follia pura. Siamo ancora all’illusione del Blitzkrieg.


Pressione sui media

Come hanno detto giustamente l’ex analista della CIA Ray McGovern e il giornalista Marcello Foa alla recente conferenza sulla “guerra dell’informazione” a Firenze (vedi), i nostri media prendono tutti le informazioni dalla stessa fonte, non le verificano, e a furia di ripetere le stesse menzogne si convincono che siano vere.

Anche MoviSol ha manifestato a favore della Grecia: lo ha fatto a Bologna (vedi), mentre sabato scorso era a San Giovanni Valdarno a ispirare i cittadini con la prospettiva dei BRICS e della separazione bancaria (vedi).

Molti apprezzano la nostra opera, proprio perché questi temi, così importanti per rilanciare l’economia reale, vengono sistematicamente ignorati dai media. Ci seguono da anni e ci chiedono: “come mai non sentiamo parlare di voi in televisione?”. È una buona domanda, che giriamo ai media, e ai nostri lettori e sostenitori. Scrivete ai giornali, alle TV, anche quelle locali, magari più indipendenti.

Mandate loro la petizione per la cooperazione coi BRICS sottoscritta da centinaia di personalità di rilievo in tutto il mondo (vedi), e/o la lettera aperta per il ripristino della legge Glass-Steagall (vedi). Esigete che, per una volta, si parli di questi temi, invece che del patto del Nazareno o di Sanremo.