Una candidata al Senato americano raccoglie 50.000 firme per la Glass-Steagall

La petizione a favore della legge Glass-Steagall presentata dalla candidata democratica al Senato Elizabeth Warren, nello stato del Massachusetts, è stata firmata in meno di 24 ore da 50.000 persone, ed è quindi al centro dei commenti della stampa americana.

La petizione è stata pubblicata il 15 maggio sul sito BoldProgressives.org e inviata a 900.000 iscritti, con lo scopo di raccogliere velocemente 50.000 firme. Ma il mattino dopo ce n’erano già 52.000 e continuano ad arrivare.

Ecco i resoconti di alcuni quotidiani americani sull’iniziativa della Warren per la Glass-Steagall:

WASHINGTON POST: c’è un’intervista alla Warren di Ezra Klein, in cui parla della Glass-Steagall, rispondendo a Klein che si lamentava della “complessità” della Volcker Rule:

Warren: Questo è l’argomento più forte a favore di una moderna Glass-Steagall. La legge Glass-Steagall diceva infatti che gli hedge funds dovrebbero essere separati dalle banche commerciali. Se un grosso istituto bancario vuole giocare sul mercato, lo faccia. Ma non deve avere il sostegno del governo federale. Se è troppo complicato attuare la Volcker Rule, lei intende dire che dovremmo lasciar perdere e permettere alle istituzioni finanziarie di fare quel che vogliono? O non è piuttosto il motivo per cui abbiamo bisogno di una moderna Glass-Steagall?

Klein: lei sostiene una legge Glass-Steagall modernizzata?

Warren: Assolutamente sì! Ne ho parlato con la Sen. Maria Cantwell dello stato di Washington. Ci sta lavorando, e penso ci debba essere un dibattito aperto su questo.

BOSTON GLOBE: Ampia copertura all’iniziativa della Warren per la Glass-Steagall, ed anche al suo invito al presidente della JP Morgan Chase Jamie Dimon a dimettersi.

REUTERS: Un editoriale della Reuters, di James Saft, dice “La Volcker Rule non funzionerà; è impossibile distinguere gli hedge dalla speculazione ed entrambi possono far saltare le banche. L’alternativa migliore è mettere fine alla politica del “too big to fail” costringendo le banche ad uscire dalla speculazione sui mercati ripristinando la legge Glass-Steagall”.

NEW YORK TIMES: una lettera al direttore, di Paul Immerman, avvocato specializzato in titoli, afferma: “Le recenti perdite della JP Morgan Chase sottolineano l’urgenza di ripristinare la legge Glass-Steagall e di separare le attività di trading sui titoli da quelle di deposito e dalle funzioni di prestito delle banche commerciali (…) È tempo di ignorare i vuoti appelli dei banchieri (in particolare di Jamie Dimon della JP Morgan) che chiedono meno regolamentazioni e imporre una vera riforma ammettendo che l’abrogazione della legge Glass-Steagall fu un errore. Solo ripristinando la legge Glass-Steagall e proibendo alle banche commerciali tutte le attività di trading potremo evitare un altro crac e successivo salvataggio da parte dei contribuenti”.

CNN: Ci sono stati almeno 12 appelli per il ripristino della legge Glass-Steagall tra i 100 commenti in fondo ad un articolo su “Quanto è grosso il problema di Wall Street di Obama” dal Jack Cafferty Show, sulla JP Morgan Chase, anche se Cafferty non ha menzionato affatto la legge.