Il 26 aprile i leader del Partito Socialista Progressista Ucraino (PSPU) Natalia Vitrenko (nella foto) e Vladimir Marchenko sono stati attaccati da una squadraccia di nazisti e imbrattati di kefir. I due leader di opposizione stavano lasciando un’aula di tribunale a Kiev, dopo che il giudice aveva respinto la loro denuncia contro la polizia che non li aveva difesi da un attacco di ex membri del battaglione neonazista Azov un anno fa, il 9 maggio 2017. Il giorno prima il PSPU aveva emesso una dichiarazione con la quale protestava perché le autorità di Kiev si rifiutano di riconoscerlo come partito e quindi autorizzarlo a partecipare al processo elettorale, nell’ambito di una repressione politica dell’opposizione riflessa anche nell’incidente sopra riportato. La dichiarazione conclude: “Il Comitato Centrale del PSPU ritiene che, invece della democrazia, in Ucraina sia stata stabilita una dittatura nazista incompatibile coi concetti di democrazia e di elezioni democratiche”.

L’Unione Europea fa finta di niente di fronte alla repressione in Ucraina, nonostante le proteste di molti. Ciononostante, il 24 aprile, l’Alto Commissario e Vicepresidente per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Federica Mogherini ha risposto a un’interpellanza presentata il 20 febbraio, nella quale l’europarlamentare Marco Zanni chiedeva se non considerasse il caso del PSPU “una grave violazione della libertà di pensiero e di espressione politica”.

Pur facendo notare che non può pronunciarsi su procedure giudiziarie in corso, la Mogherini ha risposto di essere consapevole del caso e che l’Ucraina è tenuta a rispettare le regole democratiche, incluse quelle relative alle attività dei partiti politici.

Al Congresso degli Stati Uniti v’è stata anche più indignazione, per quanto ancora insufficiente, per il sostegno di Washington a Kiev. Il 25 aprile, cinquantasei membri della Camera dei Rappresentanti hanno reso pubblica una lettera all’allora segretario di Stato pro tempore John Sullivan nella quale si chiedeva che gli Stati Uniti condannassero l’aperto sostegno del governo ucraino alle bande naziste, e si elencavano numerosi casi che dimostrano tale sostegno.

La lettera bipartisan, scritta dai congressisti democratici Ro Khanna della California e David Cicilline del Rhode Island, denuncia i governi ucraino e polacco per aver approvato leggi che riabilitano i nazisti e i loro sostenitori durante la seconda guerra mondiale, ma fa anche riferimento agli attuali atti di neonazismo a Kiev. Le leggi sulla memoria approvate in Ucraina nel 2015 glorificano “i collaboratori dei nazisti e stabiliscono che sia un reato penale negarne l’eroismo”, dice la lettera.