Come era stato anticipato dallo stesso Conte ai giornalisti, al vertice alla Casa Bianca con Trump il 30-31 luglio è stata lanciata una sorta di “special relationship” tra i due Paesi. Il potenziale valore di tale alleanza va oltre le affinità tra i due governi cosiddetti “populisti” e va paragonato al ruolo di spicco esercitato dall’Italia nel Mediterraneo, col beneplacito degli Stati Uniti, grazie agli sforzi di Enrico Mattei e di Aldo Moro dopo la crisi di Suez nel 1956, quando Roma fu l’unica capitale europea a votare a sostegno della risoluzione americana di condanna del tentativo di invasione anglo-francese dell’Egitto.

Stati Uniti d’America e Italia sono oggi guidati da governi espressione della reazione degli elettori contro le stesse forze neocoloniali, che oggi includono l’UE e che, in tempi recenti, ci hanno regala-to guerre da “cambiamento di regime” nei teatri nordafricano e mediorientale e, con la loro politica economica fallimentare, hanno prodotto deindustrializzazione, disoccupazione di massa e povertà.

All’arrivo alla Casa Bianca, Conte è stato accolto da una manifestazione del LPAC con uno striscione che diceva: “Benvenuto Prime Minister Conte – Go Glass-Steagall”, in riferimento alla separazione bancaria contenuta nel programma di governo. Conte ha reagito salutando gli attivisti, che hanno ricevuto incoraggiamenti anche dagli addetti della Casa Bianca.

vedi

Alla conferenza stampa congiunta, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti riconoscono il ruolo di leadership dell’Italia nel Mediterraneo, mentre Conte ha annunciato che sarà creata una “cabina di regia” italo-americana di coordinamento degli sforzi per stabilizzare la Libia.

L’establishment eurista ha accusato il colpo del nuovo “asse” Roma-Washington. Die Welt, il più autorevole organo liberal/liberista in Germania, ha scritto il 31 luglio: “Conte è ora il nuovo uomo di Trump in Europa. Il suo miglior amico su un continente che ha appena definito un nemico. Sembra essere nato un nuovo asse Washington-Roma. Si schiererà contro il vecchio asse Berlino-Parigi. ‘Ora siamo partner’, ha affermato Trump. È un partenariato contro la dominanza di Germania e Francia, di Angela Merkel e Emmanuel Macron”.

Il quotidiano tedesco ha ragione: l’Italia e la federazione americana stanno costruendo un partenariato contro il vecchio asse Berlino-Parigi. Ma quest’ultimo non è più lo stesso che lanciarono De Gaulle e Adenauer, cioè il partenariato tra due Paesi impegnati a promuovere il “vantaggio altrui” e il benessere dei propri popoli. Esso si è trasformato nel suo opposto.

Al riguardo, la scelta di Roma di sganciarsi di fatto, anche se non formalmente, dal consenso euroopeo dominato da Parigi e Berlino e assicurarsi la sponda del potente alleato americano non ha un colore ideologico. Essa è machiavellica nel più alto significato del termine e deve essere considerata alla stregua di una guerra di liberazione.

Gesto insolito per un Presidente del Consiglio, alla conferenza per la stampa Conte ha annunciato lo sviluppo congiunto italo-americano di uno spazioplano commerciale. “Abbiamo già una grande partnership tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, per cui spero che l’aerospazio unisca tecnologia americana, tecnologia italiana così che possiamo lanciare un nuovo velivolo che attraversi l’atmosfera e sia capace di congiungere Stati Uniti e Italia in un’ora e mezza”.

L’Italia sta già sviluppando il progetto Space Rider, un veicolo di rientro orbitale che ha bisogno di un lanciatore per raggiungere circa 400 km di altezza, e ha stretto un accordo con Virgin Galactic per partecipare allo sviluppo dello spazioplano di quest’ultima.

Mentre questi progetti si basano su tecnologie esistenti, un bel salto in avanti sarebbe lo sviluppo di uno “scramjet”, un velivolo a reazione in cui la combustione avviene nei flussi d’aria ipersonici. L’Italia ha una grande tradizione in quest’ambito grazie ad Antonio Ferri, il quale, prima nel Centro Sperimentale Aeronautico di Guidonia (1937-40) e poi negli Stati Uniti, svolse ricerche pionieristi-che sulla dinamica dei termofluidi ipersonici.