Circola una petizione sul sito della Casa Bianca e quello della presidenza russa, in cui si chiede ai Presidenti Trump e Putin di incontrarsi al più presto per impedire una guerra. La petizione viene firmata da cittadini in tutto il mondo e invitiamo i nostri lettori a farlo. Da molto tempo questo bollettino sollecita tale vertice, anche per contrastare la narrativa del Russiagate che sta avvelenando i rapporti tra Stati Uniti e Russia. Se centomila persone firmeranno la petizione entro il 30 giugno, la Casa Bianca dovrà rispondere. Il testo della petizione è breve e va al nocciolo della questione: “Ronald Reagan disse una frase famosa: ‘una guerra nucleare non si può vincere ed è bene non combatterla. L’unico valore delle armi nucleari in possesso delle nostre due nazioni è far sì che non vengano mai usate’. Disgraziatamente, oggi una nuova guerra fredda tra Stati Uniti e Russia costituisce una minaccia esistenziale per i popoli di ambedue le nazioni e per tutto il mondo. Chiediamo quindi al Presidente Trump di seguire le orme di Ronald Reagan e avviare un dialogo diretto col Presidente Putin in cerca di accordi solidi e verificati sulla sicurezza. Come ha detto più volte il Presidente Trump, ‘solo chi odia e chi è stupido’ non comprende che buoni rapporti tra Stati Uniti e Russia vanno a beneficio dell’America. Tutto sta a indicare che il Presidente Putin la pensi allo stesso modo per il suo Paese. Occorre organizzare al più presto un vertice tra i due”.

Firma la petizione qui: https://petitions.whitehouse.gov/petition/president-donald-trump-should-hold-early-summit-russian-president-vladimir-putin

Con un annuncio a piena pagina sul Washington Times il 21 maggio, Edward Lozansky, presidente dell’Università Americana a Mosca, e Jim Jatras, ex diplomatico americano ed ex consigliere della leadership del Senato americano, hanno spiegato il perché di questa iniziativa. “Non si può negare che oggi una seconda guerra fredda sia una realtà”, hanno detto, e in qualche modo “questa seconda guerra fredda è ancor più pericolosa della prima”. Oltre al massiccio arsenale nucleare da entrambe le parti, “ci sono stati ulteriori progressi nelle nuove tecnologie militari, in aree come le armi ipersoniche e la guerra cibernetica” (vedi https://www.washingtontimes.com/news/2018/may/21/president-trump-should-hold-early-summit-putin/). “Riteniamo che l’inerzia verso una catastrofe possa essere fermata solo dall’intervento personale del Presidente Donald Trump e del Presidente Vladimir Putin. Esortiamo quindi i due Presidenti a fissare un vertice il più presto possibile”.

I due annunci sono accompagnati da due immagini significative della cooperazione russo-americana nel passato: una, ideale, di Abramo Lincoln e Alessandro II che si stringono la mano, che ricorda come la Russia fosse pronta a intervenire durante la guerra civile americana a sostegno dell’Unione e contro la Confederazione creata dai britannici. La seconda, vera, mostra Ronald Reagan che stringe la mano a Mikhail Gorbaciov. Nel loro articolo, Lozansky e Jatras sottolineano che all’epoca di questi due leader erano state avviate iniziative che condussero alla fine della prima guerra fredda e riflettevano “il desiderio di ambo le parti a porre fine a uno scontro inutile e pericoloso”.