Proseguiamo il resoconto sulla conferenza internazionale dello Schiller Institute che si è tenuta nei pressi di Francoforte lo scorso 25-26 novembre.

Numerosi relatori hanno affrontato il tema del rinascimento economico dell’Asia Sudoccidentale e dell’Africa. Hussein Askary, il coordianatore dello Schiller Institute per l’Asia Sudoccidentale, ha presentato un dossier scritto assieme all’americano Jason Ross, nel quale i due autori sostengono che l’iniziativa cinese esprime il potenziale di trasformazione e di sviluppo della regione, superando i danni delle guerre e degli atti di terrorismo, delle carestie e delle malattie che hanno interessato sia l’Asia Sudoccidentale sia il continente africano. Nulla di irrealistico vi è documentato, ha detto Askary, poiché le nazioni africane possono finalmente compiere un “balzo” che faccia loro superare i problemi che all’Europa richiesero secoli e adottare immediatamente le più nuove tecnologie. L’Africa, per Askary, può diventare il luogo di un “nuovo miracolo cinese con caratteristiche africane”.

Questo ottimismo è stato riflesso nell’accorato cortometraggio spedito dall’Ufficio Yemenita per il Coordinamento con i BRICS, fondato da Fouad Al-Ghaffari, impegnato a diffondere le idee di Lyndon LaRouche e collaboratori nello Yemen, pur nel mezzo della terribile guerra degli anglo-sauditi contro quella nazione. Il cortometraggio da lui montato raccoglie un certo numero di dichiarazioni, principalmente di giovani donne e uomini certi che, con l’aiuto del movimento internazionale di LaRouche, potranno far approdare lo Yemen nella Nuova Via della Seta. L’integrazione, d’altra parte, di tale progetto con il Piano dei Trasporti che l’Egitto fissa per il 2030, è stata discussa dall’ex Ministro egiziano dei Trasporti, il dott. Saad Mohamed Elgioshy, il quale ha sottolineato la necessità che cento milioni di egiziani godano di una rete ferroviaria moderna e che i quindici porti marittimi del Paese e le connessioni del mare con la terraferma siano ammodernati o migliorati in vista di un aumento del 50% dei trasporti mercantili.

Il Console Generale dell’Etiopia a Francoforte, Mehreteab Mulugeta Haile, ha parlato dell’importanza della Cina e della BRI per la trasformazione del suo Paese e ha chiesto all’Europa di unirsi alla Cina nella costruzione di un’Africa industriale.

La Sig.ra Moni Abdullah, dirigente esecutiva della società egiziana Pyramids International, ha esposto gli sviluppi offerti dal Nuovo Canale di Suez, che consente all’Egitto di prendere parte alla via marittima della Nuova Via della Seta.

Franco Persio Bocchetto, direttore esteri di Bonifica SpA, la società che per prima sviluppò il concetto del Progetto Transaqua di ripristino del Lago Ciad, ha mostrato come questo sogno stia diventando concreto, in virtù di accordi tra la Commissione del Bacino del Lago Ciad e la società cinese PowerChina, e tra quest’ultima e la stessa Bonifica.

Il direttore e fondatore del China Africa Advisory, il dott. Alexander Demissie, ha parlato degli effetti di lungo periodo della BRI per le nazioni africane.

José Mulenda Zangela ha aggiunto il proprio contributo, leggendo un breve messaggio di spiegazione del lavoro svolto dalla Commissione di Sostegno della Regione dei Grandi Laghi da lui presieduta. Non potendo partecipare di persona, il dott. Kelvin Kemm, l’AD di Nuclear Africa a Pretoria, ha spedito un messaggio ottimista, sottolineando che la Repubblica Sudafricana è pronta per la “Quarta Rivoluzione Industriale”. Due americani parimenti impossibilitati a partecipare hanno inviato messaggi personali: George Lombardi, ex consigliere di Donald Trump sul tema dei social network, ha parlato della persona del Presidente al di là della caricatura contrappostagli dai media. In realtà, egli ha detto, “v’è un enorme sostegno popolare per Trump”, il quale gode della stima dei lavoratori e degli imprenditori americani, che si distinguono dagli affaristi di Wall Street.

Dello stesso parere è Roger Stone, ex consigliere e “amico di lunga data” di Donald Trump, che ha ringraziato lo Schiller Institute per la sua denuncia del “golpe da ‘cambiamento di regime’ in corso negli Stati Uniti”, che mira a impedire la cooperazione pacifica con la Russia e la Cina.