Foto: corpoforestale.it

Sono salite a 250 le vittime del terremoto di magnitudo 6.2 del 23 agosto nelle province di Rieti ed Ascoli Piceno. I soccorsi sono ancora in corso, e il nostro plauso va ai soccorritori, ai molti volontari da tutta Italia ed alla Protezione Civile che si stanno adoperando per salvare altre vite, portare i feriti agli Ospedali di Rieti, Ascoli e l’Aquila e sistemare nelle tendopoli chi è rimasto senza casa.

L’epicentro era tra Accumuli ed Amatrice, che proprio in questi giorni celebrava il cinquantenario della Festa dell’Amatriciana, e quindi aveva molti visitatori. Amatrice è semi distrutta, Accumuli e Pescara del Tronto quasi rase al suolo.

Come per il terremoto del 2009 all’Aquila, i ricercatori avevano notato anomalie nell’emissione di gas radon. In un’intervista ad Affaritaliani, il prof. Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello spazio interplanetario ed ora presidente della omonima fondazione, riferiva il 10 agosto: “Noi come Fondazione Giuliani portiamo avanti una ricerca sperimentale sulle variazioni del gas radon che vengono analizzate dai nostri sensori. I nostri grafici rivelano, quando l’incremento supera un certo limite, la possibilità di un forte rilascio. Questo è accaduto anche in occasione del terremoto dell’Aquila sette anni fa. Abbiamo stazioni in questo momento su diversi territori del pianeta. Siamo appena tornati dalla faglia di Sant’Andrea dove abbiamo installato tre stazioni su una direttrice di 700 chilometri tra Palm Springs e San Francisco. Poi abbiamo altre quattro stazioni in funzione a Taiwan e tre ne abbiamo in Abruzzo”.

Per quanto utile, la ricerca di Giuliani da sola non è sufficiente a formulare previsioni esatte. Ad esempio, nel 2009 aveva previsto il terremoto dell’Aquila, ma aveva indicato l’epicentro sbagliato. Tuttavia, il sistema di Giuliani è valido nell’ambito di un sistema di precursori multi-parametro, inclusi sistema nello spazio per cui la Russia ha offerto in passato la sua cooperazione.

Disgraziatamente, pur essendo un paese ad alto rischio sismico, non ci sono fondi per questa ricerca in Italia. Al contrario, sforzi come quelli dello scienziato Prof. Pierfrancesco Biagi nell’ambito della International Network of Frontier Research on Eearthquakes (INFREP) vengono sabotati.

Una stazione ad Antrodoco, a 30 chilometri dall’epicentro attuale, è stata recentemente rimossa e mandata in Romania per ostacoli finanziari e di altro tipo. >In una dichiarazione all’EIR, il Prof. Biagi ha raccontato che le rimanenti tre stazioni di rilevamento dei precursori sul territorio italiano sono oggi inattive – e quindi non disponiamo di dati relativi al terremoto di Amatrice – a causa di problemi di gestione economica e negligenze. Nel 2009 il Prof. Biagi aveva auspicato la creazione di un istituto nazionale per la prevenzione dei terremoti. Pur sostenendo che fossero in errore quei singoli ricercatori che propongono, a qualunque livello, previsioni sismiche, aveva aggiunto che sono altresì in errore quei ricercatori che sostengono che la previsione dei terremoti è impossibile.

“I risultati ottenuti negli ultimi vent’anni hanno rivelato che la previsione di un terremoto non è possibile in assoluto. Quando le ricerche in questo campo avranno definito meglio le tecniche e il grado di attendibilità una qualche previsione potrà essere fatta con successo anche se non ovunque e non sempre. In ogni caso dovrà essere definita un’Istituzione statale a questo preposta”. Quell’appello è rimasto inascoltato. Un altro fronte su cui urge operare è quello dell’edilizia anti-sismica. In Italia il 70% degli edifici sono costruiti senza criteri anti-sismici, pur essendo il nostro paese ad alto rischio. Ancora una volta, la causa sono i tagli al bilancio.