Sulla scia della partecipazione comune ai Giochi Olimpici e della visita di due delegazioni nordcoreane ad alto livello in Corea del Sud per l’occasione, il Presidente sudcoreano Moon Jae-in (nella foto) ha detto al Presidente americano Trump che manderà una delegazione a Pyongyang per proseguire i colloqui. Durante la conversazione telefonica di mezz’ora tra Trump e Moon Jae-in il 1 marzo, i due leader hanno discusso il fatto che la Corea del Nord abbia indicato la propria disponibilità a ristabilire comunicazioni dirette con Washington.

Il Presidente Moon ha riferito di aver detto ai visitatori dalla Corea del Nord che non vi saranno progressi su questioni di sicurezza nella penisola fino a quando Pyongyang e Washington non saranno parlate direttamente. Un portavoce della Casa Bianca ha chiarito, dopo la telefonata, che il Presidente americano è “molto interessato” alla prospettiva di una denuclearizzazione della penisola coreana. Trump stesso ha ribadito più volte che gli Stati Uniti sono pronti a parlare con la Corea del Nord “alle giuste condizioni”.

Dopo aver partecipato alla cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali, Kim Yong Chol, vice presidente del Partito Laburista ed ex capo dell’intelligence militare nordcoreano, ha consegnato un messaggio formale a Moon nel quale afferma che Pyongyang è disposta a mettersi al tavolo dei negoziati con rappresentanti americani. Poche ore dopo l’annuncio del Presidente sudcoreano il 25 febbraio, i portavoce dei Ministri degli Esteri cinese e russo hanno pienamente sostenuto l’idea che si tengano tali colloqui.

Anche Ivanka Trump, figlia e assistente speciale del Presidente americano, ha partecipato alla cerimonia di chiusura e ha incontrato in privato il Presidente Moon, ribadendo la disponibilità americana a parlare con la Corea del Nord, ma anche indicando che dovrebbero aumentare le pressioni.

Il 23 febbraio il Ministro del Tesoro americano Steven Mnuchin ha annunciato sanzioni contro ventotto navi da sette Paesi, accusandole di effettuare consegne di forniture di energia alla Corea del Nord, violando le restrizioni vigenti. Washington pianifica di chiedere alla Cina e ad altri Paesi che bandiera battessero tali navi e il permesso di eseguire perquisizioni in mare aperto. Questo sarebbe un passo verso un vero e proprio blocco della Corea del Nord.

I media britannici hanno cercato di aumentare le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, facendo trapelare sulla BBC un rapporto di una commissione di esperti dell’ONU che accusa la Corea del Nord di aver fornito di nascosto armi chimiche alla Siria. La BBC sostiene che un non meglio precisato “ente di intelligence occidentale” avrebbe fornito dettagli degli accordi segreti, che coinvolgerebbero anche una società cinese, la Cheng Tong Trading Company.

L’Amministrazione di Trump, dal canto suo, ha ribadito il proprio impegno a cercare una soluzione diplomatica alla disputa coreana, il che è molto più promettente dell’atteggiamento delle due presidenze precedenti, ma il Presidente Trump ha anche chiarito di essere pronto a passare alla “fase due” se fallissero gli sforzi diplomatici.