Con la morte di Michel Rocard, la Francia perde uno tra i più convinti sostenitori della separazione bancaria. In un’intervista concessa a Libération il 3 dicembre 2012 e allorché Moscovici lavorava a una riforma gattopardesca sulle banche, batté il pugno sulla tavola, chiedendo una vera riforma d’avanguardia per poter ristabilire una netta distinzione tra banche ordinarie e banche d’affari, unico modo per impedire il collasso definitivo dell’economia e rilanciare il credito necessario alla ripresa.

Riportiamo alcuni estratti:

D: Hollande ha perso l’occasione d’oro non varando sin dall’inizio delle misure spettacolari?

R: Sì, come ho detto. Vorrei dargli davvero una mano […] L’urgenza è la finanza. La nuova unità monetaria è denominata “T”, da trilioni di dollari (migliaia di miliardi di dollari). Viviamo in un mondo in cui 800 T [14 volte il PIL mondiale, NdR] sono disponibili e pronti a essere investiti da chiunque. Il 98% di questa somma è piazzata sui mercati speculativi e soltanto il 2% nell’economia reale. La probabilità che la bolla esploda è immensa; essa coinvolgerebbe tutto il mondo […]

L’urgenza è proteggersi da questo rischio e per farlo occorre prendere semplici misure: sterilizzare i paradisi fiscali, ritornare alla separazione tra banche ordinarie e banche d’affari [speculative] per impedire che una nuova crisi bancaria possa distruggere l’economia corrente, attribuire uno statuto pubblico alla agenzie di rating, vietare la creazione di prodotti derivati finanziari disconnessi dall’economia reale. Tutto ciò per semplice e immediata precauzione.

D: Perché la separazione bancaria non è stata decisa sin dall’arrivo di Hollande?

R: È che le banche hanno preso il potere! Avevo la speranza che una Francia, che volesse ritenersi esemplare, potesse sguainare la spada per prima, ma è stata la Gran Bretagna, madre del sistema diabolico nel quale siamo immersi, che sta per farlo, per proteggersi. E non sono affatto sicuro che il Presidente e il Primo Ministro siano coscienti di questa urgenza e vi abbiano minimamente pensato. La complessità non viene più percepita, oggi; neanche il lungo termine lo è.

E sulla causa di tale sterilità mentale, l’ex Primo Ministro aveva una sua idea:

R: Tutto ciò accade in un Paese che non insegna l’economia né alle medie né alle superiori. Non ha un controfuoco per il discorso politicamente corretto ed economicamente in calma piatta che domina il presente.

D: Hollande ha fatto tuttavia la Scuola Superiore di Studi Commerciali!

R: Il commercio non è produzione. La sostanza dell’insegnamento offerto ai nostri studenti nelle scuole di commercio non permette loro di comprendere la crisi. Sarebbe la macroeconomia a permettere loro, prima di ogni cosa, di comprendere il problema. La cosa vale anche per questo povero François…