Scrive un nostro lettore:

Nell’articolo “MoviSol a Renzi e Hollande…” viene dato per scontato che Renzi e Hollande aiutino indirettamente l’ISIS. Una piccola premessa che spieghi perché dite una cosa così azzardata?

Gli rispondiamo:

Il sostegno diretto all’ISIS è da parte degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Turchia. La cosa è nota a più fonti. Come abbiamo documentato nell’articolo “Così Obama ha creato la crisi dei migranti in Europa. Perché l’Europa tace pavidamente di fronte a Obama?”, è noto anche al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’intervento di Putin in Siria contro i terroristi, e l’immediata reazione negativa di Obama, ha chiamato il bluff della coalizione occidentale, che invece di stringere accordi con la Russia per sgominare l’ISIS, glielo impedisce.

Se è vero che Hollande ora si è posizionato meglio, passando dal “mai con Assad” a un “con Assad ma per poco”, fino a quando Francia e Italia non denunceranno apertamente la connivenza dell’Occidente nel terrorismo islamico, in funzione anti russa ed anti Assad, si renderanno indirettamente complici dei gruppi terroristici che operano nel caos, quel caos che le élite imperiali sapevano avrebbe regnato, dopo la caduta di Saddam e Gheddafi.

Il Vescovo di Aleppo ha concesso un’intervista al parlamentare Manlio Di Stefano (M5S) che inchioda l’Europa alle proprie responsabilità.

Sull’embargo e sulla complicità con la Turchia, dice:

“Sul campo la situazione è chiara, l’ISIS che avanza in Siria è contrastato solo dal Governo di Assad (con l’aiuto della Russia e dell’Iran) e dai curdi. Ci sono fior fior di reportage che mostrano la coalizione occidentale sorvolare i convogli dell’ISIS senza colpirli”.

“In contemporanea, la Turchia, un membro della NATO, compra petrolio dal mercato nero dell’ISIS arricchendone le casse, lascia passare i miliziani verso la Siria e bombarda i curdi per risolvere le sue questioni interne scomode per Erdoğan”.

“A questo si aggiunge l’embargo criminale che l’Europa sta infliggendo alla Siria, un embargo che certamente non lede i benestanti trafficanti di armi, bensì la vita dei comuni cittadini”.

Complementare a quanto appena detto è il seguente commento di Alfonso Gianni, direttore creativo della Fondazione Cercare Ancora:

Così Federica Mogherini al Corriere.it: «È impossibile pensare che Assad faccia parte del futuro della Siria. Ma è chiaro a tutti che una transizione sarà possibile solo trovando il modo di far parlare le parti e farle sedere attorno a un tavolo».

Ma qui non è ancora in discussione il futuro, ma il presente, da cui il futuro dipende. E nel presente, non nella testa delle Mogherini di turno, il ruolo di Assad non è cancellabile. Piaccia o non piaccia. Se si vuole evitare una nuova escalation della guerra siriana, con il pieno coinvolgimento dell’Europa, o la vittoria totale dell’Is bisogna costruire subito un tavolo di pace a cui deve sedere anche Assad, gli Usa, la Russia e probabilmente anche la Cina, per citare solo i più importanti. Altrimenti la guerra peggiora e così la fuga dei profughi siriani nella bella e incosciente Europa. Non è difficile da capire. Qualcuno lo spieghi alla Mogherini, oppure che si faccia da parte e si dedichi ad altro. Non è l’ora del dilettante.

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