Il 13 e 14 giugno si è tenuta a Parigi una conferenza internazionale dello Schiller Institute dal titolo “Ricostruire il mondo nell’era dei BRICS”; con la partecipazione di relatori autorevoli da tre dei cinque paesi fondatori del gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), così come di tanti altri di nazioni a loro associate.

Lo scopo della conferenza, alla quale hanno partecipato circa 500 persone, era quello di portare a conoscenza dei francesi e degli europei i progetti di sviluppo dei BRICS e dei loro alleati, in opposizione all’attuale ordine internazionale che, tramite politiche imperialistiche, offre soltanto guerre ed il sistematico saccheggio dei cittadini e dei beni pubblici.

Alla conferenza è stata condannata la rampante diffusione del malthusianesimo nel contesto della truffa dei cambiamenti climatici, in attesa della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21) organizzata proprio in Francia per la fine dell’anno. Il malthusianesimo è il nemico mortale dello sviluppo dei BRICS e del pianeta.

Ai due giorni di intense discussioni hanno partecipato centinaia di francesi e delegazioni da Germania, Italia, Danimarca, Svezia, Spagna, Australia, Polonia, Romania, Russia, Cina, Perù ed altri paesi. Il folto pubblico ha capito che non si trattava della “solita conferenza”, ma di diventare parte attiva in una campagna internazionale per garantire la sopravvivenza della specie umana, e nel forgiare il proprio destino.

Guerra, o pace, attraverso lo sviluppo economico

Helga Zepp-LaRoche, fondatrice e Presidente dello Schiller Institute, ha aperto la conferenza sottolineando i pericoli che ci troviamo ad affrontare: da una parte la crisi finanziaria, che può rapidamente sfociare in un implosione del sistema quando i nodi della crisi greca verranno inevitabilmente al pettine a fine giugno, dall’altra il pericolo di guerra, potenzialmente nucleare, contro Cina e Russia. La fonte di tale pericolo di guerra è l’ideologia anglo-americana dei neo-conservatori che aspirano al Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC – Project for a New American Century), la quale sostiene che nessuna potenza debba avere la possibilità di esistere se minaccia l’egemonia dell’Impero Britannico e dei rapporti anglo-americani.

In questo contesto è stato trasmesso il videomessaggio di suo marito, l’economista e statista americano Lyndon LaRouche, a sostegno di tre personalità tedesche ad alto livello, due ex Cancellieri, Helmut Schmidt e Gerhard Schröder, e l’attuale ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, che si sono pronunciati contro la decisione della Cancelliera Merkel di non invitare il Presidente Vladimir Putin all’ultimo G7.

La signora LaRouche si è detta però ottimista nel presentare i BRICS, la Nuova Via della Seta del Presidente cinese Xi Jinping e l’Unione Economica Eurasiatica, come un’alternativa concreta a tali pericolosi. Ha sottolineato inoltre che da 25 anni lo Schiller Institute contribuisce a creare tale alternativa, e dopo la caduta del muro di Berlino propose un ordine internazionale di pace attraverso lo sviluppo reciproco, col Ponte Terrestre Eurasiatico ed i suoi corridoi di sviluppo in tutta l’Eurasia.

Russia, Cina ed India

I rappresentanti dalla Russia, Cina ed India hanno dato alla conferenza un’idea concreta del mondo “policentrico”, o l’embrione di un nuovo ordine economico internazionale più giusto a cui si appellano i BRICS, e che sta prendendo forma con rapidità mozzafiato. L’ambasciatore iraniano a Parigi, Sua Eccellenza Ali Ahani, ha inviato un messaggio in cui indica che la Repubblica Islamica dell’Iran è “disponibile a cooperare coi paesi dei BRICS per offrire la sua assistenza e sostegno nella soluzione di problemi regionali e mondiali.” In aprile la Russia è diventata presidente di turno dei BRICS, e Leonid Kadishev, consigliere dell’Ambasciata russa a Parigi, ha elencato le priorità che la presidenza russa annuncerà al prossimo vertice BRICS che si terrà a Ufa (in Russia) il 9 e 10 luglio.

Prima del vertice, ha spiegato il consigliere Kadishev, verranno ufficializzate la Nuova Banca per lo Sviluppo e l’Accordo per la Valuta di Riserva (Currency Reserve Arrangement, CRA), adootati al vertice di Fortaleza nel 2014, in quanto il processo di ratificazione “sta procedendo bene”. Verrà quindi votata una tabella di marcia che definierà investimenti precisi in progetti infrastrutturali, così come un nuovo asse di cooperazione in aree quali “miniere, energia e comunicazioni”.

Il Professor Shi Ze del China Institute for International Studies ha quindi presentato i diversi obiettivi della Nuova Via della Seta cinese: ridurre gli squilibri economici interni tra le regioni orientali e quelle occidentali, migliorare il commercio coi vicini occidentali (Asia Centrale, India e Russia) che possono contribuire all’enorme fabbisogno di energia della Cina e del suo sviluppo. Ma la strategia della “One road, one belt”, ha sottolineato il Prof.Shi, è anche il contributo della Cina al mondo intero nella tradizione confuciana, in quanto “lo sviluppo del continente eurasiatico” creerà “una nuova locomotiva di crescita per il mondo” e “rafforzerà la pace e la sicurezza in tutto il mondo”.

È seguito un contributo molto importante dall’ambasciatore indiano Viswanathan, Senior Fellow dell’Observer Research Foundation e coordinatore di tutte le attività relative ai BRICS. Alla luce del fatto che i BRICS rappresentano il 25% del PIL mondiale, ma solo l’11% dei diritti di voto al Fondo Monetario Internazionale, ha denunciato “il carattere completamente anacronistico….del Fondo Monetario, della Banca Mondiale e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.

Quindi, mentre i BRICS sono nati come gruppo che aspira ad un ordine migliore, hanno deciso di essere un gruppo che determina l’agenda dell’ordine attuale. Questo è confermato dalla creazione della Nuova Banca per lo Sviluppo e del CRA, che, come ha sottolineato l’ambasciatore Viswanathan, sono le prime istituzioni globali in 200 anni create senza la partecipazione dell’Occidente.

Il futuro “appare luminoso” per i BRICS, ha detto, pur sottolineando che il gruppo è “work in progress e non ancora il prodotto finito”.

Una soluzione al debito greco ed africano nell’era dei BRICS

Il problema del debito e dell’economia produttiva, contrapposta al sistema finanziario predatorio che ha preso il controllo dell’economia transatlantica, sono stati uno dei temi principali della conferenza. La questione cruciale è che tipo di economia costruirà il mondo nell’era dei BRICS, per renderla davvero umana.

Jacques Cheminade, presidente di Solidarité & Progrès, ha aperto i lavori della seconda giornata sul tema “credito pubblico e cancellazione del debito, la sfida politica per l’Europa”. Ha dato numerosi esempi di un sistema finanziario mondiale impazzito e ormai criminale: l’UE che pretende che i paesi includano la prostituzione e il gioco d’azzardo nel PIL, il rapporto incestuoso tra le banche e la GAFA (Google, Apple, Facebook ed Amazon); il trading ad alta frequenza senza alcun controllo giuridico; le banche ombra come “pool alternativi”, gli 800.000 miliardi di dollari di esposizione in derivati.

Dobbiamo ristabilire un mondo di crescita reale, ha detto Cheminade. E’ meglio saltare sul treno dei BRICS che restare indietro, o ancor peggio opporsi attivamente a loro come propongono gli oligarchi. Tuttavia, la vera sfida per l’Europa è “aggiungere un surplus di potere e orizzonti più ampi all’impeto dei BRICS”. Cheminade ha spiegato il metro di misura larouchiano per un’economia produttiva, che lo scienziato russo Pobisk Kuznetzov anni fa propose di chiamare “il La”. Significa comprendere che l’uomo non è “un animale geopolitico che cerca di occupare i territori e controllare le risorse contro gli altri esseri umani” ma un essere creativo capace di scoprire i principii universali e trasformare per il meglio la società, applicando l’alta tecnologia.

Grecia: è in corso un golpe silenzioso

Di contro, la Grecia presenta oggi l’esempio classico delle pratiche oligarchiche. Steglios Kouloglou, europarlamentare del partito greco Syriza, ha commosso il pubblico mostrando come la Troika (FMI, BCE e UE) stia utilizzando la questione del debito per tentare di rovesciare il governo ellenico.

La situazione è paragonabile a quella del Cile sotto Salvador Allende, ha detto. Prima che arrivasse Pinochet coi carri armati, il Presidente Nixon disse alla CIA: “lasciate che sia l’economia a strillare”. E le banche tagliarono i crediti al Cile. Oggi, il golpe “non avviene coi carri armati, ma con le banche”. Non appena Syriza ha vinto le elezioni ed è andato al governo, ha spiegato Stelios Kouloglu, Mario Draghi della BCE, senza la minima giustificazione, ha tagliato la principale fonte di finanziamento delle banche greche sostituendola con la Emergency Liquidity Assistance (ELA), un dispositivo che deve essere rinnovato ogni settimana. E lo usa “come una spada di Damocle che pende sulla testa del governo greco”.

L’On. Kouloglou ha colto l’occasione per rivolgere un duro rimprovero alla Francia: “Abbandonata da quelle forze sul cui sostegno contava, il governo francese, la Grecia non può risolvere il problema principale del paese: un debito intollerabile” usato per rifinanziare le banche francesi e tedesche in Grecia. “La proposta di una conferenza internazionale sul debito come quella del 1953, che liberò la Germania da gran parte delle riparazioni di guerra, aprendo la strada al miracolo economico, è stata affogata in un mare di minacce e ultimatum” ha denunciato. In questo clima carico di tensione, la risposta positiva della Russia alla richiesta della Grecia di partecipare alla nuova banca dei BRICS è giunta come “un sospiro di sollievo e di ottimismo per l’opinione pubblica greca” L’On. Kouloglou è stato accolto da un’ovazione dai 450 partecipanti. “Resisteremo” ha concluso, sottolineato che sono essenziali i tempi. “Per il governo greco non sono sufficienti gli auguri. La solidarietà che merita deve essere espressa nei fatti. Il tempo è limitato”.