Il quotidiano elettronico abruzzese PrimaDaNoi.it pubblica la notizia della presentazione al Consiglio Regionale abruzzese di una mozione con cui il consigliere Leandro Bracco (M5S) chiede la separazione tra banche ordinarie e banche d’affari.

Se il Consiglio Regionale approvasse la mozione, l’Abruzzo diventerebbe la quinta regione a sollecitare il Governo affinché si adoperi per un nuovo ordine finanziario. La Regione Toscana ha approvato due mozioni del consigliere Gabriele Chiurli in tal senso, la seconda delle quali è, come dicemmo a suo tempo, “pronta per l’uso“.

Qui sotto riportiamo l’articolo.

SEPARAZIONE “BANCHE COMMERCIALI” E “BANCHE D’AFFARI”: MOZIONE BRACCO (M5S) POLITICA. ABRUZZO.

Il Consigliere regionale del M5S Leandro Bracco ha depositato una mozione sulla separazione tra banche commerciali e banche d’affari, sul modello di quanto previsto dalla legge americana Glass-Steagall del 1933, cancellata nel 1999 dall’amministrazione del presidente Bill Clinton.

«In Italia – scrive Bracco nel documento – con il Testo Unico Bancario del 1993 è stata di fatto rimessa in piedi una commistione tra banche commerciali e banche d’affari, abolendo la vecchia legge bancaria del 1936. In particolare, con il processo che va dalla legge Amato del 1992 alla legge Draghi del 1998, si è passati a un regime in cui, abolite le specializzazioni, gli istituti di credito sono diventate ‘banche universali’, cioè svolgono tutte le attività, compresa quella d’affari. Vale a dire che il Fondo di tutela dei depositi si trova a proteggere banche che mettono a repentaglio i risparmi dei cittadini speculando sui mercati finanziari».

Secondo l’esponente del M5S la gravissima crisi finanziaria globale trova la sua radice nelle disfunzioni del sistema bancario-finanziario e nel suo rapporto con l’economia reale. «Se le banche venissero nuovamente separate – continua Bracco – si creerebbe un nuovo ordine finanziario e gli speculatori non avrebbero più la possibilità di compromettere i flussi finanziari connessi all’attività dell’economia reale. Solo il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali potrebbe davvero rilanciare la ripresa, perché permetterebbe di distinguere gli investimenti destinati alle attività produttive dai fondi immessi nel sistema bancario solo per coprire le perdite delle speculazioni». La mozione impegna la Giunta regionale ad «attivarsi presso il Governo italiano, affinché promuova una riforma della normativa vigente e affermi la separazione tra ‘banche commerciali’ e ‘banche d’affari’, tenendo conto dell’esigenza di valorizzare un modello di banca tradizionale, non speculativa, riconoscendone la specificità e il ruolo economico e sociale».