Nonostante l’ostilità di Obama, la NASA riceve un numero senza precedenti di iscrizioni di aspiranti astronauti

Recentemente l’ente spaziale americano ha registrato un numero senza precedenti di candidature per diventare astronauti. Il primato precedente risale al 1978, alla vigilia del lancio dello Shuttle: allora furono ottomila gli iscritti.

Allo scadere del bando, venerdì scorso, la NASA ha registrato diciottomilatrecento (18.300) candidati. Nel corso dei prossimi diciotto mesi saranno selezionati dagli otto ai quattordici individui. Tanto entusiasmo non può certo essere attribuito ad un particolare e credibile piano spaziale. La NASA non ha mète attualmente, e la stazione spaziale internazionale (ISS) dovrebbe essere smantellata nel 2024. L’entusiasmo è dunque da attribuire più in generale alla contentezza degli americani per i loro risultati nell’esplorazione spaziale e all’ottimismo della speranza nelle possibilità future.

Quando ancora volava lo Shuttle volava, il numero degli astronauti attivi era intorno ai centocinquanta (150). Ora sono circa un terzo. Ogni anno lo Shuttle portava nello spazio una quarantina abbondante di astronauti, per lo più americani. Ora nella popolare stazione spaziale ogni anno vengono inviati soltanto da quattro a sei americani.

Il risveglio dell’interesse per lo spazio viene attribuito dalla stampa alla campagna mediatica dell’ente spaziale, a lungometraggi al cinema come “The Martian” e alla prospettiva esaltante di avere mezzi privati di trasposto extra-atmosferico. Forse la campagna mediatica della NASA ha raggiunto più persone di quanto non facciano i soliti comunicati stampa, ma non si può dire sia stato “The Martian” a suscitare entusiasmo. Piuttosto il contrario: è il fatto che la gente riconosce che l’esplorazione spaziale è il futuro ad aver reso “The Martian” un successo da botteghino. Né è stata la promessa di trasporti privati nello spazio, in quanto mezzi del genere non aumenteranno le possibilità di volare, ma soltanto i rischi connessi.

Questo ottimismo e questa speranza nel futuro dell’America nello spazio sono in armonia con la mobilitazione del LaRouchePAC affinché sia ricostruito il programma spaziale della repubblica americana.