Nessuna vittoria contro il terrorismo senza prima aver posto un freno ai sauditi

La Indian Defence Review, una rivista legata a importanti ambienti militari indiani, ha pubblicato un articolo molto duro dal titolo “L’Arabia Saudita e la casa reale dei Saud al centro del Terrorismo”. L’articolo è comparso a colloqui iniziati sulla Siria, a Ginevra, colloqui a cui ha partecipato la coalizione di ribelli finanziata dai sauditi dopo aver inizialmente detto di volerli boicottare. L’autore dell’articolo, Adarsh Singh, esordisce affermando che “eminenti analisti” sbagliano nell’attribuire l’espansione del terrorismo a “elementi canaglia in Afghanistan, in Pakistan, in Libia, in Iran, in Iraq, in Siria, o in simili altre nazioni”.

Poi spara dritto: è colpa dei sauditi. “Ciò che la maggioranza degli analisti ha mancato di osservare o non ha sottolineato è il ruolo assunto dall’Arabia Saudita come nazione e dalla casa reale dei Saud come famiglia regnante nel diffondere il terrorismo intorno al globo…”

“Centinaia di milioni di dollari sono stati distribuiti dai ricchi sceicchi sauditi che sono a tutti gli effetti complici della casa reale dei Saud nel finanziare la rete del terrore nel mondo”.

“Un caso clamoroso è il recente esodo di migranti dalla Siria verso l’Europa, ove numerose nazioni hanno accettato di ospitare i rifugiati siriani nella misura a loro possibile. Quando gli è stato chiesto del contributo dei sauditi nell’avviare la crisi dei rifugiati, uno dei membri della casa reale dei Saud ha detto che non permetteranno ad alcun rifugiato di sistemarsi nel loro Paese, ma concederanno fondi per costruire una moschea ogni dieci chilometri negli altri Paesi in cui si stabiliranno…”

“Qualunque tentativo significativo di sconfiggere il terrorismo deve partire dall’Araba Saudita, altrimenti qualunque tentativo non porterà a risultati tangibili. Il cosiddetto sforzo in Siria, Iraq, Libia o Libano è semplicemente fumo negli occhi. Il vero problema permane ed è l’Arabia Saudita (in particolare la casa reale dei Saud) e deve essere approcciato su più fronti”.

Fonte: indiandefencereview.com