Nel mondo del Coronavirus, le “vecchie regole del gioco” non funzionano

L’allarmante diffusione del Covid-19 nel mondo sta conducendo a un tale cambiamento di fase che si potrà parlare di un mondo pre e post Coronavirus. La sciocca presunzione dei leader europei che tre mesi fa ritenevano che i loro Paesi sarebbero stati risparmiati è stata completamente screditata.
Nonostante il ritardo, ci sono azioni immediate che possono e devono essere intraprese per contenere il contagio, alcune delle quali sono già state applicate. Tra queste, la costruzione di capacità ospedaliere di emergenza e la produzione di apparecchiature mediche urgentemente necessarie, se necessario riconvertendo industrie esistenti. Simultaneamente, avanzano la ricerca e lo sviluppo di vaccini e di nuove cure grazie a un’esemplare cooperazione tra gli scienziati, anche se i tempi sono lunghi.
Le decisioni prese in Europa per il sostegno economico delle imprese e delle famiglie sono necessarie e apprezzabili. Ma esse non risolveranno il problema. Accanto a tali azioni, è urgente riconoscere gli errori fondamentali del sistema liberista della globalizzazione che ha posto i profitti immediati prima del benessere della popolazione e ha portato allo smantellamento dei sistemi di sanità pubblica in quasi tutte le nazioni “sviluppate” perché giudicati economicamente “inefficienti”, mentre la ricerca scientifica, tecnologica e medica è stata sacrificata per gli stessi, fallaci motivi. Allo stesso tempo, come aveva precocemente diagnosticato Lyndon LaRouche, l’effetto dell’austerità imposta alla popolazione ha indebolito la capacità di quest’ultima di resistere a nuove malattie.
In più, la fissazione sull’ideologia cosiddetta ambientalista e sulla frode dei “cambiamenti climatici dovuti alla CO2” ha ulteriormente eroso la base industriale indispensabile perché una nazione avanzata possa proteggere i propri cittadini.
Ironicamente, l’odierna convergenza del collasso finanziario e della diffusione della pandemia ha frantumato gli assiomi del sistema e creato le basi per rovesciarli completamente e sostituirli con gli “scopi comuni dell’umanità” e con la “cooperazione win-win”, come propone lo Schiller Institute.
Nella dichiarazione che riproduciamo di seguito, Helga Zepp-LaRouche chiede la chiusura dei mercati finanziari, per porre fine alla speculazione finanziaria, anche contro il nostro Paese, ed attuare la necessaria riforma del sistema finanziario, a partire dalla netta separazione bancaria (Glass-Steagall).

Helga Zepp-LaRouche: chiudere subito i mercati finanziari!

Pubblichiamo anche l’intervento da Santoro di Claudio Giudici, presidente di Uritaxi e amico dell’economista americano LaRouche, che cita nel suo intervento parlando di Glass-Steagall