MoviSol: cinque mosse per riavviare l’economia reale in Italia

di Liliana Gorini, presidente di MoviSol

Questa doveva essere la dichiarazione di una candidata, mi era stato chiesto di candidarmi in una lista civica, per trarre frutto dall’esperienza di Movisol e del movimento internazionale dell’economista americano Lyndon LaRouche nel rilancio dell’economia reale, a partire dai numerosi disegni di legge per la separazione bancaria e il Glass-Steagall Act promossi dal movimento di LaRouche in Italia, Francia e negli Stati Uniti. Purtroppo la lista civica è stata sabotata da un partito. Questa infausta legge elettorale puntava proprio ad impedire nuove idee, mantenere lo status quo e creare instabilità, in quanto l’oligarchia finanziaria si nutre dell’instabilità politica di tutti i paesi europei, e tiene in piedi la sua bolla speculativa grazie all’assenza di coraggio dei nostri governi.

Non dimentichiamo che la bolla speculativa è la causa della crisi economica e della crescente povertà in Europa (cinque milioni di poveri solo nel nostro paese). La politica dell’UE e della BCE, incluso il Quantitative Easing, punta a salvare le grandi banche a spese dei contribuenti e dei correntisti, come ha dimostrato il caso delle banche venete e del Monte dei Paschi di Siena. La Deutsche Bank detiene da sola un’esposizione in derivati di 55mila miliardi di Euro, 15 volte il PIL tedesco. Soltanto separando nettamente le banche ordinarie e commerciali da quelle speculative sarà possibile investire nell’economia reale. Che siano gli speculatori, e non i cittadini, a pagare il caro prezzo della crisi che hanno provocato.

Eppure in questa campagna elettorale, come in quella per il referendum, assistiamo al solito pellegrinaggio dei candidati a Londra o Bruxelles per ottenere il “placet” dell’oligarchia finanziaria e dei gerarchi dell’UE. Berlusconi è stato a Bruxelles ad assicurare che si atterrà ai parametri di Maastricht e al diktat dell’Unione Europea. Renzi è da sempre ossequioso ed obbediente verso l’UE, e come Bruxelles è più interessato a salvare le banche che i cittadini. Di Maio, che pur aveva sostenuto pubblicamente la separazione bancaria, è stato nella City di Londra per rassicurare gli “investitori”. Emma Bonino, che guida la lista dal significativo nome “più Europa”, è arrivata a proporre il congelamento della spesa per ridurre il debito. Ancora una volta, Moscovici e gli altri gerarchi dell’UE interferiscono pesantemente nella campagna elettorale decretando chi sia accettabile e chi non sia accettabile al governo. E pur di raccattare voti, i candidati fanno appello ai sentimenti più bassi, incluso il razzismo e la xenofobia. Come disse Helga Zepp-LaRouche qualche anno fa “ancora un passo e avremo perso la nostra umanità”.

Non è la spesa che va ridotta, bensì la speculazione finanziaria. Da molti anni il movimento di LaRouche, e MoviSol, sono noti in tutto il mondo come gli unici ad aver previsto la crisi del 2008 e soprattutto a proporre misure concrete per uscirne, prima tra tutte le separazione bancaria e investimenti nelle infrastrutture. Il grave incidente di Pioltello dimostra che gli investimenti nelle infrastrutture sono urgenti, ed anche la chiave per la ripresa economica, e lo sono nel nostro paese come in tutto il mondo. Le 4 leggi cardinali di LaRouche dovrebbero essere al centro del programma di ogni candidato, e insieme ai grandi progetti della Nuova Via della Seta, sono la chiave per rilanciare l’economia reale, ed anche l’unico sistema per ridurre l’immigrazione, investendo in Africa come per ora fa soltanto la Cina. Solo un piano Marshall per l’Africa ed il Medio Oriente, come quello proposto dallo Schiller Institute, potrà risolvere il problema degli sbarchi nel nostro paese. Sicuramente non lo risolveranno i campi di concentramento finanziati dall’UE in Libia.

Ecco quindi i 5 punti del programma che Movisol propone a queste elezioni:

1. Ripristino immediato del Glass-Steagall Act, che toglierà ogni garanzia dello stato agli speculatori liberando risorse per l’economia reale, come fece Roosevelt nel 1933. L’unica tutela per i nostri risparmi sta nella separazione bancaria.

2. Una banca nazionale, come quella originariamente creata da Alexander Hamilton ai tempo di Washington. La crescita è possibile solo con la creazione del credito.

3. Credito statale per l’alta tecnologia e l’occupazione altamente produttiva, inclusa la ricostruzione delle nostre infrastrutture, a partire dalle zone terremotate.

4. Un programma d’urto per lo sviluppo della fusione nucleare e per la ricerca spaziale, che fungerà da volano per l’economia reale.

5. Adesione alla Iniziativa Belt and Road proposta dalla Cina, ed ai grandi progetti della Nuova Via della Seta marittima che potrebbero rilanciare i nostri porti e il Mezzogiorno.

La Cina ha varato il più grande progetto di sviluppo infrastrutturale nella storia umana. Dieci volte più grande del Piano Marshall, l’Iniziativa Belt and Road (o Nuova Via della Seta) riunisce già decine di nazioni in una cooperazione “win-win” intorno a grandi progetti infrastrutturali. Quasi tutta l’Asia è coinvolta, e si stanno aggiungendo molte nazioni dall’Europa, dall’Africa e dall’America Latina.

Per molte ex colonie e cosiddetti paesi in via di sviluppo, questa è la prima vera opportunità di sviluppo. Per i paesi industrializzati stagnanti, a partire dagli Stati Uniti, è un’opportunità unica di rilanciare le attività produttive.

Le 4 leggi cardinali di LaRouche e la Nuova Via della Seta, unite ad un programma di rilancio della nostra cultura classica, da Dante a Verdi, sono la chiave per un nuovo Rinascimento nel nostro paese.

Pur non essendo candidati a queste elezioni, chiediamo a chi ci segue di presentare questo programma al loro candidato, ed esigerne l’adozione.