In occasione del 70esimo anniversario della NATO celebrato il 4 aprile a Washington, la propaganda contro la Russia, in particolare contro Vladimir Putin, è giunta al culmine nei media dominanti e negli ambienti politici in Germania.

La sera stessa Claus Kleber, conduttore del magazine informativo heute journal sulla rete televisiva ZDF, la seconda rete pubblica, ha annunciato che la NATO aveva appena lanciato un’offensiva contro la Russia in Estonia, per “sconfiggere le forze russe che l’hanno invasa, come in Crimea qualche anno fa”. Pochi secondi dopo ha chiarito che questa era solo un’immaginazione, ma una’”immaginazione realistica” poiché se ciò dovesse accadere la NATO dovrebbe rispondere all’attacco contro uno dei suoi Stati membri, anche se piccoli come l’Estonia. “Se si mette in dubbio questo, crollerà il deterrente che ha assicurato la pace in Europa negli ultimi 70 anni. Oggi il problema è che questa alleanza, nel giorno del suo 70esimo compleanno, sembra più volatile che mai nella storia”. Il giorno dopo, durante lo stesso TG, Kleber è tornato alla carica: “Buona sera, dobbiamo parlare di guerra. V’è una guerra, ma voi non ve ne rendete conto. Le guerre moderne non hanno più bisogno idealmente di carri armati e bombe. Sono capaci di sovvertire la società, la discussione pubblica e i processi decisionali di altre potenze in modo tale che questi cedono”.

Le fake news di Kleber sono state accompagnate pochi giorni dopo da un documentario in tre parti sul canale in lingua tedesca ARTE, dal titolo KGB: lo scudo e la spada, sulla storia del servizio segreto russo fino ai giorni nostri. Il documentario si proponeva di dare credito a varie narrative occidentali: quella di operazioni di guerra cibernetica russa contro la NATO e quella della manipolazione da parte della Russia delle elezioni negli Stati Uniti e in Europa; storie ripetute continuamente dai media dominanti, ma sulle quali non è mai stato fornito uno straccio di prova.

Poi v’è stata la reazione isterica alle affermazioni del Ministro della Giustizia tedesco Katarina Barley, capolista delle candidature dell’SPD alle elezioni europee. Parlando ai giornalisti stranieri a Berlino l’11 aprile, costei ha dichiarato che un principio della politica tedesca è “avere rapporti stretti con la Russia per ragioni giustificate…la Russia è sempre stata il nostro partner e resterà tale”. Questa sua dichiarazione è stata sufficiente per scatenare i russofobi che l’hanno accusata di “accoltellare alle spalle la NATO”.

Sull’obiettivo della NATO di destinare il 2% del PIL alla spesa per la difesa, la Barley ha dichiarato che si tratta di cifre di più di due miliardi di Euro “difficilmente accettabili dalla nostra popolazione nella situazione attuale”. Questo ha provocato una dura denuncia, il giorno dopo, da parte della leader della CDU Annegret Kramp-Karrenbauer (AKK, nella foto), che indubbiamente era alla ricerca di voti. AKK ha accusato l’SPD di usare “la retorica populista di sinistra” quando dice che vuole “spendere più per le pensioni e meno per le armi”.