Nel 2001, nel mezzo della feroce crisi finanziaria argentina, il ministro dell’Economia Domingo Cavallo applicò il famoso “corralito”, e cioè il blocco ai conti correnti, per cercare di fermare la fuga dei depositi causata dalla disastrosa politica economica portata avanti dallo stesso Cavallo (nella foto, una manifestazione contro il corralito). Quella politica economica era molto simile a quella odierna dell’UE, specialmente rispetto al sistema monetario di tipo gold-standard e al regime di austerità fiscale. Ora l’UE pianifica di introdurre la stessa misura, come ha riferito la Reuters il 28 luglio (vedi https://www.reuters.com/article/us-eu-banks-deposits-idUSKBN1AD1RS).

Stando alla Reuters, la presidenza estone dell’UE ha prodotto una bozza che prevede di congelare i conti per cinque giorni, periodo che può essere esteso a 20 giorni in caso di necessità, per impedire la fuga dei clienti dalle banche in crisi. Il piano è stato discusso a una riunione di rappresentanti dell’UE il 13 luglio, ma non è stata presa alcuna decisione, se non quella di continuare la discussione a settembre, ma l’intenzione dietro il piano è evidente.

Apparentemente, il dibattito sul “corralito dell’UE” è iniziato dopo il bail-in del Banco Popular in Spagna e il bail-in parziale di due banche regionali italiane, che hanno causato una drammatica fuga dei depositi.

Di fronte al pietoso fallimento delle politiche applicate dopo la crisi bancaria del 2008, e nell’imminenza di una seconda e peggiore crisi finanziaria, l’UE non contempla un cambiamento di politica, ma è pronta a fare “whatever it takes” per cercare di salvare ancora il sistema speculativo in bancarotta. “Whatever it takes” significa passare sopra i cadaveri, cominciando con il privare i cittadini dei loro averi.

Come abbiamo riferito la scorsa settimana, gli avvertimenti di una più che probabile crisi bancaria sono ormai lanciati dagli stessi regolatori e dai funzionari di governo. Il direttore della Bank of England Alex Brazier ha ammonito che la bolla del credito al consumo sta per scoppiare, mentre l’economista Isabel Schnabel, consigliere del governo tedesco, ha dichiarato pubblicamente che quando la BCE alzerà i tassi, alcune grandi banche potrebbero crollare. Allo stesso tempo, se la BCE continua l’espansione monetaria, la bolla – e le perdite – cresceranno ulteriormente.

All’interno dell’attuale sistema non c’è soluzione. L’intero sistema deve essere riorganizzato, separando le banche ordinarie da quelle d’affari, togliendo le reti di protezione ai debiti finanziari e erogando credito produttivo per una ripresa economica.