Lo sviluppo globale è l’antidoto alla guerra

I primi giorni dell’anno hanno visto una pericolosa intensificazione del pericolo di guerra dopo l’uccisione del generale Qassem Soleimani (foto) ordinata dal Presidente Trump. Anche se questi ha sostenuto che il Pentagono avrebbe agito in un atto di autodifesa da attacchi pianificati contro gli americani e di essere pronto a una de-escalation, in realtà la pace e la stabilità sono state compromesse.
È possibile che Trump abbia agito su incitamento dei neocon presenti sia dentro sia fuori dell’Amministrazione, i quali da sempre premono per lo scontro con Teheran e vedono con dispiacere la sconfitta dei terroristi in Siria e Iraq, oltre al progresso compiuto dal gruppo di Astana. Negli Stati Uniti una serie di accesi critici del “partito della guerra”, ex appartenenti alla comunità di intelligence hanno messo in guardia il Presidente dalle gravi implicazioni della violazione del diritto internazionale. Tra questi, i VIPS (Veteran Professionals of Intelligence for Sanity), l’ex ispettore dell’ONU Scott Ritter e il col. Patrick Lang.
L’auspicio è che ora prevalga il sangue freddo e si sventi il pericolo neutralizzando i fanatici di ogni parte. Al riguardo, Helga Zepp-LaRouche ha chiesto un vertice immediato dei Presidenti di Stati Uniti, Russia e Cina per discutere una soluzione globale basata sui principii del Trattato di Westfalia, principii che rimangono tutt’oggi applicabili.
Se da una parte devono essere offerte serie garanzie di sicurezza per l’Iran ed eliminate le sanzioni, dovrà essere varato un programma generale di sviluppo economico che comporti l’estensione dell’iniziativa cinese sulla Nuova Via della Seta all’intera regione dell’Asia Sudoccidentale e, da lì, a tutta l’Africa, attraverso l’Egitto, e all’Europa, attraverso la Turchia.
È bene sapere che, durante la sua visita a Pechino lo scorso settembre, il Premier iracheno Abdul Mahdi e il collega cinese Li Kequiang firmarono un accordo di “petrolio in cambio di ricostruzione”, che prevede di versare i proventi della vendita di petrolio iracheno alla Cina in un fondo speciale garantito, da usare come credito per progetti di ricostruzione, tra cui ferrovie, agricoltura, parchi industriali e altro. Da allora, tuttavia, sono esplose le proteste e gli attacchi terroristici nel Paese, rendendo impossibile l’esecuzione dell’accordo. Esso però va nella direzione giusta.

Firma qui l’appello del LaRouchePAC per un vertice di emergenza tra Putin, Xi e Trump per fermare il pericolo di guerra: 

https://action.larouchepac.com/trump_putin_xi_emergency_summit_petition?fbclid=IwAR364DIjSMzfBEgS6sdwqJZehmnXKHuPk44INtgXL9n3234Vm_0T708lJPs