L’Italia ha bisogno della Glass Steagall non dell’Euro

L’urgenza di una legge per la separazione bancaria è stata affrontata in due manifestazioni pubbliche in Italia lo scorso weekend. Il 12 novembre, la presidente di Movisol, Liliana Gorini (nella foto, insieme a Gianni Rinaudo, di Spiriti Liberi), è stata relatrice a un convegno ad Alba, assieme a rappresentanti nazionali e regionali del PD e del M5S, dando conto del ruolo svolto dal movimento di LaRouche nella battaglia per la Glass-Steagall negli Stati Uniti ed esortando i presenti a unire gli sforzi per la battaglia in Italia, in particolare sbloccare la discussione sui numerosi disegni di legge già depositati in Parlamento.

Sia Laura Castelli (M5S), membro della Commissione Finanze della Camera, e Paolo Allemano (PD), membro del Consiglio Regionale del Piemonte, hanno appoggiato l’appello di Gorini per una battaglia unitaria. Castelli ha ricordato che il M5S ha presentato un proprio ddl che chiede anche la nazionalizzazione della Banca d’Italia e l’eliminazione del pareggio di bilancio in costituzione. Ella ha annunciato che il suo partito ha presentato un emendamento alla legge di bilancio che sarà discussa nei prossimi giorni alla Camera. Allemano ha convenuto che sia giunta l’ora di discutere le varie proposte di legge. La sua collega Marta Giovannini, membro della Direzione del PD, ha mandato un messaggio di sostegno da Roma.

Il tema della Glass-Steagall è stato anche sollevato dall’economista Alberto Bagnai al convegno annuale organizzato dall’associazione Asimmetrie a Pescara. Rivolgendosi all’ex commissario UE Lazlo Andor, Bagnai gli ha rimproverato di non aver introdotto la separazione bancaria dopo il crac del 2008.

In un’intervista successivamente concessa all’EIR, Bagnai ha spiegato di non essere soddisfatto della risposta ricevuta da Andor, secondo cui la Commissione si sta adoperando per una riforma di separazione bancaria. “Finora, i dati ci dicono che il progetto europeo per la realizzazione dei liberi movimenti di capitali e per un’economia ‘sociale’ di mercato fortemente competitiva ha finora propugnato la privatizzazione del sistema bancario, compresa l’Italia, con l’adozione del modello di banca universale”.

Se l’UE vuole fare marcia indietro è benvenuta, ha affermato Bagnai, aggiungendo due osservazioni: primo, i fatti hanno dimostrato che la soluzione non si trova sulla via dell’Europa; in secondo luogo, i Paesi danneggiati devono essere indennizzati. Per esempio, se l’Italia decidesse di uscire dall’Euro, i Paesi del Nord dovrebbero sostenere finanziariamente questo processo.