Questo è l’interrogativo sollevato nel titolo di un articolo pubblicato il 7 febbraio sul weblog di Pat Lang, “Sic Semper Tyrannis”, da un autore regolare che si firma Publius Tacitus.

Tacitus si riferisce al promemoria rilasciato il giorno prima dai senatori Grassley e Graham, i quali hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia di aprire un’inchiesta penale sull’ex funzionario dell’MI6 Christopher Steele. Il promemoria conferma che Steele era una “risorsa ufficiale di intelligence” dell’FBI, “ma ci sono crescenti prove circostanziali che Steele agisse per conto della versione britannica della CIA, cioè il MI6. Se è vero, ci troviamo ora di fronte alle prove del tentativo da parte di un Paese straniero di interferire in modo diretto e significativo nelle nostre elezioni nazionali. Solo che non erano i russi, ma i nostri cugini britannici” (vedi http://turcopolier.typepad.com/sic_semper_tyrannis/2018/02/british-intelligence-tried-to-destroy-the-trump-presidency.html).

Dopo aver descritto il contenuto del promemoria, Tacitus ricorda che l’equivalente britannico della NSA, il GCHQ (foto), fu il primo a informare gli enti di intelligence a Washington di legami sospetti tra l’entourage di Trump e agenti russi, e conclude: “Mentre si accumulano le prove delle interferenze dell’intelligence britannico nelle elezioni americane, ciò provocherà qualche stress nei nostri rapporti bilaterali. Esso ha il potenziale di danneggiare la cooperazione sul fronte militare, quello dell’ordine pubblico e di intelligence. Sospetto che dietro le quinte ci si stia affrettando a trovare una strategia per limitare i danni mentre si spegne la sedizione”

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Paul Craig Roberts, ex consigliere del Presidente Ronald Reagan e noto analista di affari americani, ha ripetutamente denunciato le condizioni crescenti da stato di polizia negli Stati Uniti, condizioni che vedono nel Russiagate un decisivo elemento. Nella sua rubrica del 25 gennaio, presentata come un “grido di sveglia” agli americani, ha scritto: “Se gli alti livelli degli enti dello stato di polizia riescono impunemente a tentare o addirittura riuscire a eseguire un golpe contro il Presidente degli Stati Uniti, allora questa è la fine completa della democrazia e della rappresentatività del governo” (vedi https://www.foreignpolicyjournal.com/2018/01/25/the-russiagate-stakes-are-extreme/). PCR chiede che tutte le persone coinvolte nel golpe siano “identificate, incriminate e processate per atti di alto tradimento”. Non c’è alcuna possibilità di ritenere il governo responsabile se è uno stato di polizia, una strada che gli Stati Uniti percorrono da qualche tempo. Il temerario tentativo di golpe contro il Presidente Trump è la nostra opportunità di fermare l’abbrivio verso uno stato di polizia”.