L’impeachment implode: ora Trump deve ascoltare le “sagge parole” di LaRouche

La scorsa settimana, dopo mesi di suspense e intensa guerra psicologica, la farsesca procedura di impeachment contro il Presidente Trump è implosa, quando il Senato ha votato 51 a 49 contro l’ammissione di nuovi testimoni. Il voto finale per il verdetto di innocenza o colpevolezza, stabilito per il 5 febbraio, è una pura formalità, anche se calcolato in modo da tenersi dopo le prime primarie dei democratici (il 3 febbraio in Iowa) e, soprattutto, dopo il tradizionale discorso sullo stato dell’Unione, il 4 febbraio.
Secondo fonti della Casa Bianca, il discorso di Trump si concentrerà su un “incessante ottimismo” verso il futuro e si appellerà al Congresso per unirsi negli sforzi di rilanciare l’economia per avvantaggiare gli strati meno abbienti. Già nell’intervento a Davos Trump aveva usato toni ottimistici, ma anche mostrando una mancanza di comprensione dei principii di economia fisica esposti da Lyndon LaRouche (foto).
Allo stato attuale è difficile che la leadership del partito democratico, che ha trascorso gli ultimi tre anni nel tentativo di rovesciare Trump, risponda favorevolmente all’offerta di cooperazione (anche se alcuni deputati e senatori possano farlo a titolo personale). In verità, quei leader hanno deciso di continuare la campagna per l’impeachment fino alle elezioni di novembre, nella speranza di riuscire a impedire la rielezione del Presidente uscente e, al contempo, legargli le mani in politica estera.
Tuttavia, si spera che Trump ora abbia gli spazi per affrontare la fazione filo-britannica, ovvero il partito della guerra, e rispondere positivamente alla proposta di Helga Zepp-LaRouche di una serie di vertici con Putin e Xi, per risolvere i temi strategici caldi. All’ordine del giorno dovrebbero essere anche l’epidemia del coronavirus e la necessità di incrementare la cooperazione nella ricerca medica e scientifica.
Nel frattempo, le tensioni continuano a infiammare l’Asia Sudoccidentale e, in particolare, l’Iran e l’Iraq. Prevedibilmente, la Lega Araba ha respinto il cosiddetto “Accordo del Secolo” formulato dell’Amministrazione di Trump.
Allo stesso tempo, le manovre della NATO in Europa Orientale, le più grandi da un quarto di secolo, stanno entrando nel pieno regime e sono palesemente rivolte contro la Russia. Per questo, un vertice tra i tre grandi o tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sarebbe la via per allentare le tensioni.