L’EIR presenta il Progetto Fenice, una bozza per la ricostruzione della Siria

A seguito di discussioni con le autorità siriane, il corrispondente da Stoccolma dell’EIR e il redattore dell’EIR in lingua araba Hussein Askary hanno stilato una bozza intitolata Progetto Fenice. Punti di discussione sulla ricostruzione della Siria, che sarà pubblicato sul n. 45 della rivista EIR, datata 13 novembre 2015.

La bozza affronta in primo luogo la necessità di un piano di ricostruzione ancor prima che finisca la distruzione della guerra. “Alzando gli occhi alla visione della ricostruzione e dello sviluppo post-bellici, la nazione siriana può dimostrare nel modo più chiaro la sua visione dell’uomo, in contrasto al male e alla insulsa distruzione impersonificata dai suoi nemici (…) Un piano di ricostruzione mostrerà a quei nemici che anch’essi godrebbero di un futuro migliore se cooperassero con il governo siriano invece che continuare la guerra. La speranza per il futuro della Siria è l’arma più potente contro il pessimismo, la disperazione e la disumanità del nemico”.

Analizzando la situazione dal punto di vista dell’economia fisica, il piano definisce un nuovo valore per l’economia siriana, che sarà la base per finanziare tutta la ricostruzione, come pure gli investimenti nello sviluppo economico. Dettagliando il sistema creditizio hamiltoniano, la bozza mostra che la creazione di una Banca per la Ricostruzione, basata su quei principii di economia fisica, potrebbe generare il credito necessario alla ricostruzione domestica, creando impieghi per la forza lavoro, le macchine e i materiali esistenti. Allo stesso tempo, la Siria avrà bisogno di ottenere prestiti in valuta estera, sulla base di accordi commerciali bilaterali, per pagare le importazioni necessarie ad acquistare macchinari e materiali dall’estero.

La posizione della Siria all’incrocio di tre continenti costituisce un tremendo potenziale per la ricostruzione e per lo sviluppo ulteriore, che era già stato identificato nel programma intitolato “Visione dei Cinque Mari” pubblicato dal governo Assad. Il progetto collegherebbe la Siria con il Mar Nero, il Mar Caspio, l’Oceano Indiano, il Mar Rosso e le regioni del Mediterraneo. Associando questo alla Nuova Via della Seta cinese, il piano ferroviario iraniano e la prospettiva del polo di sviluppo attorno al nuovo Canale di Suez, da tutti i lati possono essere estesi corridoi di sviluppo in Siria, portando nuova vita nelle città siriane lungo l’antica Via della Seta.

Il promemoria è disponibile in lingua araba: qui.