Le banche centrali puntano a schemi di finanza verde per rifinanziare un debito impagabile

Di fronte all’imminenza della peggiore crisi finanziaria mai verificatasi, le banche centrali si comportano con una combinazione di diniego e fuga in avanti.
Diniego: il vicepresidente della vigilanza della Federal Reserve, Randal Quarles, sostiene che il sistema bancario americano non sia mai stato così sano. In una testimonianza scritta presentata alla Commissione Finanze della Camera dei Rappresentanti, prima della sua audizione il 4 dicembre sulla “Supervisione della normativa prudenziale”, Quarles ha scritto:
“L’ultimo rapporto sulla vigilanza e sulla regolamentazione, che abbiamo pubblicato la scorsa settimana, conferma lo stato di salute del sistema bancario. Esso dipinge un settore bancario stabile, sano e resiliente, con posizioni robuste di capitale e liquidità… descrive continui miglioramenti nella sicurezza e stabilità, con un graduale declino di interventi di vigilanza sia nei confronti delle grandi organizzazioni sia nei confronti delle piccole”.
Commentando queste dichiarazioni, Pam e Russ Martens hanno chiesto nel loro blog dal nome Wall Street on Parade: “Quanto può essere sano un sistema bancario quando ha bisogno di centinaia di miliardi di dollari di prestiti dalla Federal Reserve ogni settimana?” I due economisti si riferiscono al mercato interbancario, che è di fatto defunto dal 17 settembre ed è stato sostituito da fondi diretti della Federal Reserve che sono arrivati a cifre cumulative di migliaia di miliardi. Queste iniezioni di liquidità hanno rifinanziato il debito gonfiando la bolla azionaria, mentre continua il declino dei dati riguardanti il commercio e la produzione. Quanto potrà durare tutto questo?
Fuga in avanti: le banche centrali sanno benissimo che la bolla speculativa sta già scoppiando, ma invece di accettare la realtà e procedere con la soluzione (la separazione bancaria con il ripristino della legge Glass-Steagall), si lanciano in una fuga in avanti, la cosiddetta “finanza verde” per tenere in piedi la bolla.
Basti considerare l’ultimo bollettino di ricerca della BCE, Finance and Decarbonization: Why Equity Markets Do It Better (vedi https://www.ecb.europa.eu/pub/economic-research/resbull/2019/html/ecb.rb191127~79fa1d3b70.en.html). Gli autori Ralph De Haas e Alexander Popov (rispettivamente della BERS e della BCE) sostengono che il denaro investito in borsa contribuisca a fermare i cambiamenti climatici! “A quanto risulta, le borse sono superiori alle banche nella de-carbonizzazione dell’economia”, sentenziano.
“Se un Paese vuole de-carbonizzare la propria economia, dovrebbe non solo promuovere iniziative di finanza verde come i green bond, ma anche sviluppare il mercato azionario verde”, affermano. La loro argomentazione si basa su uno studio comparativo delle prestazioni di economie con diverse strutture finanziarie. “La nostra stima indica che aumentare la percentuale di finanziamento azionario di 1 punto in percentuale, mantenendo costanti le dimensioni del sistema finanziario, riduce le emissioni pro capite di anidride carbonica di 0,024 tonnellate”.
Quindi, raccomandano di inflazionare la bolla azionaria con sussidi del settore pubblico (soldi dei contribuenti) per inverdire l’economia. In altre parole, ridurre o eliminare il credito bancario e incanalare i fondi nelle borse!
Fortunatamente Movisol non è il solo a denunciare questa frode. Gabor Steingart, ex direttore e azionista del quotidiano economico tedesco Handesblatt, ha scritto nella sua newsletter quotidiana: “La BCE a Francoforte, la lussemburghese Banca Europea per gli Investimenti e la Commissione UE a Bruxelles perseguono tutte insieme un grande piano, con rischi ed effetti collaterali di cui nessun Parlamento è stato informato. L’Europa salverà il clima mondiale, e lo farà stampando soldi. Whatever it takes” (vedi https://www.gmx.net/magazine/politik/gabor-steingarts-morning-briefing-geheimplan-geldflutung-gruen-34242188).
Per ulteriori informazioni sulla frode verde e sulla soluzione, l’EIR ha appena pubblicato uno studio dal titolo CO2 Reduction Is a Mass Murder Policy (La riduzione della CO2 è una politica di genocidio, di prossima pubblicazione su questo sito).