Appello al Congresso degli Stati Uniti d’America

Il LaRouche PAC rivolge nuovamente un appello al Presidente americano Donald Trump affinché apra un’inchiesta sulla sovversione britannica delle elezioni presidenziali del 2016 e della propria presidenza. All’epoca il Congresso non aveva ancora concentrato la propria attenzione sul ruolo centrale assunto dal finto dossier preparato dall’agente dell’MI6 britannico Christopher Steele nel tentato golpe contro il Presidente Trump. La versione aggiornata dell’appello si rende necessaria ora che il Congresso si sta concentrando su questo dossier.

Chiediamo alla Commmissione Giustizia della Camera e del Senato di impegnarsi seriamente nell’inchiesta sulla sovversione britannica delle elezioni presidenziali del 2016 e della stessa Presidenza di Donald Trump, e sulle ragioni geopolitiche di queste azioni di parte britanniche, producendo il più presto possibile un rapporto destinato al popolo americano.

Riferendosi al tentativo di golpe in corso contro il Presidente Trump, il politico americano Lyndon LaRouche ha affermato: “Il popolo americano deve esigere che il golpe britannico sovversivo della Presidenza degli Stati Uniti d’America e della nazione stessa venga fermato e che i suoi responsabili siano giudicati e imprigionati”. Noi sottoscritti concordiamo con questa dichiarazione e con la seguente:

1. Recenti rivelazioni fondate sull’indagine della Commissione sulla Giustizia della Camera, della Commissione Permanente sull’Intelligence della Camera e della Commissione sulla Giustizia del Senato hanno dimostrato che un FBI politicamente motivato, diretto da James Comey, ha adoperato un dossier fabbricato, con la connivenza dell’intelligence britannico, dall'”ex” agente dell’MI6 Christopher Steele, al fine di lanciare un’indagine di counterintelligence illegale e senza precedenti dell’FBI sulla nomina di Donald Trump alle primarie del partito repubblicano di Donald Trump. Il finto dossier britannico fu pagato dall’organizzazione della campagna di Hillary Clinton e dalla direzione nazionale del partito democratico (DNC), ma fu riciclato e adottato, acquisendo apparente credibilità, dall’Amministrazione di Barack Obama e, nel pieno delle loro funzioni, dai vertici dell’intelligence a lui fedeli.

2. Le false accuse forgiate dai britannici secondo le quali Donald Trump sarebbe una marionetta nelle mani del Presidente russo Vladimir Putin furono escogitate inizialmente per impedire l’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America. Furono adoperate da Hillary Clinton per attaccare il candidato avversario Trump durante le ultime settimane di campagna elettorale. Clinton poté quindi affermare che la presunta connivenza di Trump con il Cremlino fosse sotto inchiesta da parte degli enti di intelligence nascondendo che Barack Obama e i suoi uomini ai vertici nell’intelligence americano erano impegnati in un’operazione fraudolenta da lei finanziata e in altri modi favorita.

3. Dopo le elezioni, la sintetica accusa secondo la quale Putin avrebbe aiutato Trump a essere eletto ha ostacolato il Presidente americano Trump nell’esplorazione delle possibili vie e relazioni allo scopo di un mutuo beneficio con la Russia. Sin dal giorno della elezione presidenziale è stata innescata dai britannici una campagna igualmente aggressiva atta a impedire l’istituzione di relazioni tra il Presidente Trump e il Presidente cinese Xi Jinping. Se Trump, Xi e Putin potessero sviluppare buone e costruttive relazioni sulle questioni che sono di comune preoccupazione (tra le quali il terrorismo e la ricostruzione di nazioni e continenti devastati dalla imposizione di povertà e guerre) allora potremmo evitare futuri conflitti. Se, invece, riprendesse piede la politica di guerra permanente dei britannici e della fazione facente capo a Barack Obama e Hillary Clinton, allora questa nazione si troverebbe sulla traiettoria che porta alla terza guerra mondiale.

4. Il gruppo dei veterani dell’intelligence americano denominati “Veteran Intelligence Professionals for Sanity” (VIPS) ha presentato al Presidente Trump e al direttore della CIA Pompeo le prove che scagionano i russi nella pirateria informatica del DNC. Le accuse mosse ai danni dei russi sono al centro dello scandalo cosiddetto “Russiagate” che da molto tempo occupa e divide la nostra nazione. Benché il Congresso abbia mostrato la volontà di perseguire l’FBI e il Ministero della Giustizia (DoJ), finora non ha voluto esaminare il resoconto forense dei VIPS, né il ruolo di Barack Obama e dei suoi uomini ai vertici dell’intelligence nella campagna contro Trump, né le palesi interferenze britanniche nell’elezione presidenziale del 2016, anche dopo che i britannici si sono vantati della fabbricazione del dossier di Steele e della sorveglianza su Donald Trump da parte del quartier generale del governo per le comunicazioni (GCHQ), l’equivalente inglese della NSA americana, sovente impiegato per scopi vietati dalla nostra Costituzione.

5. L’aperta denuncia delle interferenze britanniche nell’elezione presidenziale è stata la più grave frode politica nella storia americana. Le ragioni geopolitiche di queste interferenze sono ora all’esame del Congresso, il quale deve dedicarvisi pienamente se intende fermare il golpe contro Trump.

Con le parole di Lyndon LaRouche, occorre “cancellare il sistema britannico, salvando il popolo”.