LaRouche: lo scopo del terrore è indurre il governo USA alla “fuga in avanti”. Occorre invece la cooperazione internazionale dei governi

Al momento in cui si sono verificati gli episodi di terrorismo a New York e a Washington, nella mattinata dell’11 settembre, il candidato democratico alla Presidenza USA Lyndon LaRouche stava dando un’intervista in diretta alla radio “K-Talk” di Salt Lake City che è ascoltata in tutti gli USA. In precenza LaRouche aveva previsto un’ondata di terrorismo in coincidenza con l’aggravarsi della crisi del sistema finanziario, ormai entrata nella fase finale. Nel corso dell’intervista LaRouche ha sottolineato questi punti principali:


  1. Trattandosi di un’operazione enorme, certamente qualcosa di più di un semplice atto terroristico, “è necessaria una cooperazione internazionale tra i governi per ristabilire il controllo”. LaRouche ha fatto appello al Presidente Bush affinché prenda contatto immediamente il Presidente russo Putin e con i leader in Europa, in Giappone ed in Cina e stabilire insieme a loro consultazioni miranti a ristabilire il controllo sulla situazione. Ovviamente LaRouche ha offerto al Presidente degli USA la sua disponibilità a consigliarlo in questa emergenza.

  2. È stato posto un quesito fondamentale. Chi dispone della capacità di condurre operazioni così sofisticate contro gli Stati Uniti? Si tratta infatti di un’operazione che secondo esperti di sicurezza va ben oltre la semplice capacità di una qualsiasi organizzazione terroristica normale, tenuto conto delle strutture logistiche necessarie, i lunghi addestramenti, e il personale specializzato che un’operazione del genere richiede. LaRouche ha risposto che “L’intenzione e la capacità di compiere tutto questo non provengono dal mondo arabo. A qualcuno piacerebbe che gli Stati Uniti si mettano in guerra contro il mondo arabo. Gente come Samuel Huntington, l’autore de «Lo scontro delle civiltà». Si tratta chiaramente di un’intenzione di ordine geopolitico”.

  3. LaRouche ha poi toccato un argomento che è stato sollevato successivamente anche da funzionari governativi, in Europa ed altrove: “Dov’erano gli enti preposti alla sorveglianza?”. Secondo LaRouche: “Si è trattata di incompetenza vera e propria o di un ‘addomesticamento’ dell’intero apparato della sicurezza, perché cose del genere non possono succedere a meno che l’apparato di sicurezza non è un pasticcio completo. Quindi qualcuno che era responsabile della sicurezza in effetti non è stato affatto responsabile.”

  4. A proposito del pericolo che certi ambienti statunitensi possano sfruttare il panico in cui è piombata la popolazione americana per imporre la legge marziale, se non un vero e proprio regime autoritario, LaRouche ha commentato: “Ci sono delle cose che vanno corrette al più presto, ma senza panico. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un Franklin D. Roosevelt. Non abbiamo nulla di cui temere se non la paura stessa. Le guerre non si vincono con il panico o con la ‘fuga in avanti’. Occorre mantenere la calma. Nelle prossime ore l’esistenza degli Stati Uniti è in pericolo. Sarebbe un errore ricorrere alla legge Marziale. Occorre una mobilitazione perché gli Stati Uniti siano veramente all’erta, ma non la legge marziale”.

  5. LaRouche ha quindi indicato le ragioni della crisi in corso: “Il sistema finanziario sta crollando, questo è quello che sta ora accadendo. Siamo finiti in questo guaio a causa delle istituzioni del governo. Nessuno badava a ciò che stava realmente accadendo per cui ci siamo esposti a questa grave crisi. Ciò che dobbiamo fare ora è eliminare le cause a lungo e a medio termine che hanno determinato questa crisi”.

Oltre ai necessari cambiamenti nelle istituzioni USA, LaRouche ha fatto anche rifermento alla proposta di cui è da tempo promotore, un nuovo sistema di Bretton Woods capace di soppiantare l’attuale sistema del FMI, finito irrimediabilmente in bancarotta, e fondare così un Nuovo Ordine Economico Mondiale Giusto in cui si promuova la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali internazionali, come il Ponte di Sviluppo Eurasiatico, affinché si instauri “La pace attraverso lo sviluppo”.