L’anti interventista Tulsi Gabbard incontra Trump per discutere la politica sulla Siria

Il 21 novembre Trump ha incontrato a sorpresa la congressista Tulsi Gabbard (nella foto), democratica delle Hawaii, che ha combattuto in Iraq prima di candidarsi al Congresso. All’ordine del giorno: la politica sulla Siria e altri temi di politica estera. La Gabbard è nota per essersi opposta alle guerre permanenti di Bush e Obama e alla politica del cambiamento di regime. Ha sostenuto Bernie Sanders alle primarie, perché “capiva i costi della guerra” e ha denunciato senza mezzi termini l’appello di Hillary Clinton per la creazione di una zona di interdizione aerea in Siria. Si dimise dalla Direzione del Partito Democratico per protesta contro i suoi diktat a favore della Clinton.

Tulsi Gabbard, decisa sostenitrice del ripristino della legge Glass-Steagall, è molto popolare nelle Hawaii, dove è stata appena rieletta con l’81% dei voti.

Dopo il suo incontro con il Presidente eletto Trump, la Gabbard ha pubblicato una dichiarazione sul suo sito in cui afferma che hanno discusso, in particolare, della politica sulla Siria e della lotta contro i gruppi terroristici come al-Qaeda e ISIS. “Ritenevo importante cogliere l’occasione di incontrare il Presidente eletto ora, prima che i tamburi di guerra dei neoconservatori ci conducano in una escalation di guerra per rovesciare il governo siriano – una guerra che è già costata centinaia di migliaia di vite costringendo milioni di rifugiati a fuggire dalle loro case in cerca di sicurezza per loro stessi e le loro famiglie”.

Pur non concordando con Trump su molte questioni, ha detto “non ho mai e non farò mai giochi politici con la vita degli americani e dei siriani”.

La Gabbard ha espresso a Trump “la preoccupazione che l’escalation di guerra derivante dalla creazione di una zona di interdizione aerea, o zona sicura, sia disastrosa per il popolo siriano, per il nostro Paese e per il mondo. Condurrebbe ad altre morti e sofferenze, esacerberebbe la crisi dei rifugiati, rafforzerebbe l’ISIS e al-Qaeda, e ci porterebbe a un conflitto diretto con la Russia che sfocerebbe in una guerra nucleare. Abbiamo discusso il mio disegno di legge per porre fine alla guerra illegale del nostro Paese per rovesciare il governo siriano, e la necessità di concentrare le nostre preziose risorse sulla ricostruzione del nostro Paese, e sulla sconfitta di al-Qaeda, dell’ISIS e di altri gruppi terroristici che costituiscono una minaccia per il popolo americano”.