La politica cinese della Nuova Via della Seta e l’aumento della cooperazione Sud-Sud sui progetti economici stanno sempre più definendo gli allineamenti strategici mondiali. L’ultimo sviluppo viene dal Giappone, dove il Premier Shinzo Abe ha annunciato la scorsa settimana che il suo Paese desidera partecipare alla Iniziativa Belt and Road.

A un ricevimento di imprenditori sino-giapponesi, Abe ha affermato che “soddisfare la robusta domanda di infrastrutture in Asia con la cooperazione tra il Giappone e la Cina contribuirà grandemente alla prosperità dei popoli asiatici, oltre che allo sviluppo economico dei due Paesi”, secondo il Kyodo News. Abe ha anche ribaltato la politica nei confronti della Russia e ha stabilito un buon rapporto di lavoro con Vladimir Putin.

Ma quei Paesi, in particolare in Europa, che continuano a restare abbarbicati al vecchio paradigma geopolitico, si troveranno tra i perdenti e purtroppo ne faranno le spese le loro popolazioni. Vi sono già i segni di un nuovo e più grave crollo del sistema finanziario transatlantico, che avrebbe conseguenze devastanti.

Oltre ai campanelli d’allarme suonati dalla Bundesbank, che abbiamo riferito la scorsa settimana, v’è l’ultimo rapporto della Banca per i Regolamenti Internazionali (BRI) che mette in luce gli elementi pericolosi del sistema finanziario, come i corsi azionari a livelli senza precedenti e i livelli di debito insostenibili, reminiscenti del periodo precedente il crac del 2007-2008. Il capo del Dipartimento Monetario ed Economico della BRI, Claudio Borio, ha fatto notare che i comportamenti a rischio sono continuati, portando a un aumento dell’esposizione dei bilanci, e ha ammonito che “la calma a breve termine viene a spese delle possibili turbolenze a lungo termine”. Negli Stati Uniti, secondo la BRI, l’aumento dei tassi non ha scoraggiato gli investitori ad assumere rischi.

Il rapporto però non dice che il rimedio è la reintroduzione della Legge Glass-Steagall, la separazione bancaria, che è il cavallo di battaglia del LaRouche Political Action Committee. Nelle settimane che ci separano dal prossimo Discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente Trump, il LaRouche PAC intensificherà la sua mobilitazione. Mentre Trump ha espresso molte volte l’intenzione di varare un programma di investimenti per mille miliardi di dollari per arrestare il declino degli ultimi decenni, nessuno dei due partiti al Congresso ha preso l’iniziativa. Anzi, essi ritardano ancora lo sblocco degli aiuti di emergenza per la ricostruzione approvati dopo le devastazioni degli ultimi uragani.

Sarà lo stesso Trump ad affrontare il tema nel suo discorso alla fine di gennaio. Nel frattempo, il LaRouche PAC sta sollecitando i cittadini a contattare i loro rappresentanti eletti e spingerli ad appoggiare le “quattro leggi” di LaRouche, che includono la separazione bancaria, i grandi investimenti nelle infrastrutture e nell’alta tecnologia, e l’adesione degli Stati Uniti alla politica della Nuova Via della Seta (vedi http://movisol.org/per-fare-di-nuovo-grande-lamerica-devono-essere-adottate-la-quattro-leggi-di-larouche/).

Mentre Donald Trump potrebbe essere convinto a muoversi in quella direzione, egli è stato distratto dall’impegno a difendersi dalla caccia alle streghe scatenatagli contro.