La violenza “climatica” di Extinction Rebellion è finanziata dai paperoni del mondo

di Dean Andromidas

Uno dei cofondatori dell’organizzazione Extinction Rebellion, oggetto del presente studio, è Roger Hallam, che in un videomessaggio dell’agosto scorso (2019) consigliava ai manifestanti contro la presunta “emergenza climatica” di accettare denaro dai “ricchi che sono capitalisti”, poiché sono anch’essi insidiati dall’ansia climatica:

“Abbiamo a che fare con persone che di notte piangono come noi. Non vogliamo che si suicidino. No! Vogliamo che ci telefonino e ci diano quel milione…”

Persone ricchissime, infatti, finanziano Extinction Rebellion, che si presenta anche con la forma abbreviata XR.

Alcuni miliardari intenzionati a fare profitti con la cosiddetta “finanza verde”, fatta di forte tassazione, incentivi nelle inefficienti e costosissime “energie rinnovabili”, stanno finanziando XR, come si evince da documenti acquisiti da Breibart News. Tra queste “vittime dell’ansia climatica” il “filantropo” delle ONG George Soros, il cui contributo è stato però nascosto. Altri fondi europei derivano dalla fondazione Children’s Investment Fund, che ha donato non meno di 121.140 sterline. Questa fondazione appartiene al noto hedge fund londinese The Children’s Investment Fund Management ed è diretta dal baronetto Chris Hohn. L’amministratore delegato della fondazione, la cui dotazione è di 2 miliardi di dollari, è Kate Hampton, che è anche vicepresidente della European Climate Foundation (ECF) e membro del Carbon Disclosure Project (CDP).
Un altro donatore della categoria degli hedge fund è Alasdair Breach, fondatore del fondo londinese Gemsstock Limited. Ha trasferito 50mila sterline tramite la sua società di investimenti Furka Holdings AG che ha sede nella svizzera Andermatt.
Gli altri finanziatori d’Europa sono Greenpeace (10mila sterline) e ECF (20mila sterline). Il presidente di ECF è Stephen Brenninkmeijer, membro di una famiglia miliardaria, proprietaria tra l’altro dei negozi d’abbigliamento C&A, con investimenti di miliardi di dollari talvolta “verdi”, talvolta no. Uno dei più importanti finanziatori del movimento ecologista europeo, l’ECF è a sua volta finanziato dal Rockefeller Brothers Fund, da Bloomberg Philantropies, dalla detta fondazione Children’s Investment Fund e dal fondo Growald Family. Quest’ultimo fondo fu creato ed è gestito da Paul Growald, il quale iniziò la propria carriera come curatore delle pubbliche relazioni del malvagio Paul R. Ehrlich, il cui libro del 1972 “La bomba demografica” conteneva una successione di dissennate e false previsioni che continua, tutt’ora, e ritenere destinate a verificarsi, un giorno o l’altro.
Tra i finanziatori dagli Stati Uniti d’America troviamo tre principali entità.

La prima è la Tides Foundation, che ha versato 10mila dollari, ma finanzia gli ecologisti da decine di anni.

La seconda è il Climate Emergency Fund, il quale nel nascere a settembre 2019 ha promesso 500.000 dollari a XR e ad altri gruppi. Questo fondo è guidato da Rory Kennedy, la figlia di Robert e Ethel Kennedy, da Trevor Neilson e da Aileen Getty, la figlia del visceralmente anglofilo Sir John Paul Getty, Jr., che divenne appunto suddito britannico e fu nominato cavaliere da Elisabetta II. Dopo l’annunciata promessa la giovane Getty promise altri 600.000 dollari al Climate Emergency Fund, senza dubbio largamente diretti a XR. Trevor Neilson ha cofondato la “i(x) Investments”, che è diretta anche dall’autore ambientalista Bill McKibben e da David Wallace Wells, autore dell’azzeccato libro Terra Inabitabile.
Un partner di Neilson in “i(x) Instements” è Howard W. Buffet, nipote del terzo vero Paperon de’ Paperoni degli Stati Uniti. La famiglia Buffett è tra i finanziatori di lungo periodo dei movimenti ecologisti. Howard ebbe incarichi nell’amministrazione Obama, sia nel Ministero della Difesa sia alla Casa Bianca. Neilson servì Bill Gates, il secondo riccone degli Stati Uniti. Ha lavorato per la fondazione dei coniugi Gates, proprio nell’ufficio di famiglia e come membro fondatore del team creato dalla fondazione stessa, per la quale fu direttore degli affari pubblici. È anche stato direttore esecutivo della Global Business Coalition (GBC), creata con capitali di Bill Gates, George Soros e Ted Turner. Questa organizzazione è stata diretta dall’ex ambasciatore all’ONU Richard Holbrooke, che è stato anche rappresentante particolare del Presidente Obama per l’Afghanistan e il Pakistan.
Ecco dunque un semplice campione di quei ricchi sfondati che Roger Hallam ha indicato, che vanno impudicamente in soccorso di un’organizzazione nata soltanto alla fine del 2018 e nota principalmente per i blocchi stradali e le azioni di protesta nelle quali i membri sono incollati agli edifici governativi di Sua Maestà.

Lo scopo di XR è trasformare la cosiddetta “ansia climatica” in vera e propria isteria

I rappresentanti politici di Europa e Stati Uniti d’America, parallelamente alla maggioranza dei media e dei “pensatoi” della regione transatlantica, sono pienamente mobilitati seguendo la “Grande Menzogna” di memoria goebbelsiana: il clima si starebbe rapidamente surriscaldando, in primis a causa delle emissioni di anidride carbonica della nostra civiltà industriale, e questo surriscaldamento distruggerebbe nel giro di qualche anno la Terra e l’umanità, se non verrà drasticamente arrestato.
I media provocano una psicosi di massa che interessa l’Occidente, forse con una dimensione senza precedenti nella storia moderna. Gli adolescenti e i bambini sono fatti oggetto di abuso (circonvenzione di incapace?) e posti in primo piano a esclamare che le emissioni di CO2 dovrebbero essere bloccate nei prossimi dodici anni (il che equivale a chiedere che la nostra civiltà dovrebbe essere distrutta in un attimo), per evitare che le persone più anziane di loro distruggano questa stessa civiltà. I bambini vengono istruiti a marinare la scuola per protestare contro il riscaldamento climatico, poiché non avrebbe più senso ricevere un’istruzione, se fossimo tutti destinati a morire nel breve termine. Le donne vengono incoraggiate a non restare incinte, per evitare alla loro prole problemi con un mondo non vivibile…

Extinction Rebellion è chiaramante alla testa di questo fronte di mobilitazione dell’isteria climatica, avendo dimostrato di non avere scrupoli nell’usare i bambini organizzati nel cosiddetto Sunrise Movement e nelle assenze da scuole, programmate e giustificate a priori, dei Venerdì per il Futuro. Una lettera aperta che annunciava la costituzione di XR, pubblicata sul Guardian del 26 ottobre 2018, fu firmata da novantaquattro accademici, politici e attivisti, che dichiararono che se i governi si macchiano per “aver fallito a riconoscere che non è praticabile la crescita economica illimitata su un pianeta con risorse limitate…è dunque non soltanto nostro diritto, ma anche nostro dovere morale superare l’inazione del governo e le sue mancanze flagranti, e ribellarci per difendere la vita stessa”.
Questa fraudolenta menzogna di base, per la quale vivremmo in un mondo con risorse scarse a disposizione, fu confutata da Lyndon LaRouche nel suo libro del 1983 dal titolo There Are No Limits to Growth (“Non vi sono limiti allo sviluppo”), contenente la dimostrazione che le risorse prime o ritenute massimamente utili sono continuamente estese tramite gli atti di scoperta scientifica e di sviluppo tecnologico, racchiudendo entro la loro categoria risorse precedentemente non impiegate.

XR non è un “fenomeno sociologico”

Extinction Rebellion non è un fenomeno sociologico, ma un’ennesima creazione da parte dell’oligarchia finanziaria che da almeno cinquant’anni è attivamente interessata a far passare, sotto la parvenza di nobili fini di “amanti della natura”, l’agenda maltusiana di spopolamento, di deindustrializzazione e di opposizione alla tecnologia.

Tra i suoi finanziatori non ci sono solo miliardari come Bill Gates, Mike Bloomberd e la famiglia Rockefeller, ma nella mobilitazione sono interessati e pienamente attive le istituzioni della monarchia britannica, a partire del principe Carlo, autoincoronato erede del Nuovo Impero Verde.
Il modello dei novantaquattro sponsor di XR è la creazione nel 1960 da parte di Lord Bertrand Russell del sedicente pacifista “Comitato dei Cento”, movimento di disobbedienza civile sul quale Russell investì le proprie energie, in un apparente cambio di strategia rispetto alla sua richiesta, formulata il 1 ottobre 1946 sul Bullettin of the Atomic Scientists (vol. 2, nn. 7-8), di condurre un attacco atomico preventivo ai danni dell’Unione Sovietica. Proponendo il processo di denuclearizzazione (“Ban the Bomb”), Russell promosse un’ondata di opinioni anti-tecnologiche, maltusiane e favorevoli al “governo mondiale” che il recente “movimento per il clima” prende a prestito.
Riferendosi alla “psicologia delle masse” quale strumento principe della propria politica, Russell scrisse

“Penso che il tema che assumerà una grande importanza politica, è la psicologia delle masse, il cui ruolo è cresciuto enormemente da che i metodi moderni della propaganda si sono imposti maggiormente”.
“Di questi metodi, il più influente si chiama ‘educazione’. Benché la religione svolga un proprio ruolo, è inferiore in termini di importanza. Ormai, sono la stampa, il cinema e la radio ad avere un ruolo di primo piano”.
“Ciò che è essenziale nella psicologia delle masse è l’arte della persuasione. Se paragoniamo un discorso di Hitler con uno – diciamo – di Edmund Burke, osserviamo quali progressi siano stati compiuti nell’arte, a partire dal XVIII secolo. Ciò che un tempo non ingranava era dovuto al fatto che la gente aveva letto sui libri che l’uomo è un animale razionale e preparava i propri argomenti sulla base di tale ipotesi…”
“Possiamo sperare che nel tempo, chiunque potrà convincere chiunque di qualunque cosa, a patto che possa lavorare con pazienza sin della sua giovane età e che lo Stato gli dia il denaro e i mezzi per farlo”
Extinction Rebellion è propriamente un’esercitazione di psicologia di massa, meglio intesa come lavaggio del cervello massivo; ora si limita a bloccare il traffico e ad imbrattare i monumenti, ma possiamo attenderci una sua evoluzione in atti terroristici ai danni di industrie e di impianti di produzioni ritenuti colpevoli di emettere l’anidride carbonica, come avvenne con il movimento ambientalista degli anni Settanta-Ottanta.

Come i lavati di cervello praticano il lavaggio di cervello sulle nuove generazioni, minacciandone l’esistenza stessa

I novantaquattro firmatari dell’atto di fondazione di XR praticano professioni che consentono loro di esercitare influenza, persuasione e soprattutto accedere a finanziamenti, che sono sempre necessari per creare un movimento, in particolare se tale movimento ha nelle sue premesse la manipolazione delle masse, il lavaggio del cervello dei giovani. Non dovremmo essere sorpresi dal fatto che più di un quarto di loro sono psichiatri, psicologi e studiosi di educazione, specialmente degli studenti delle scuole elementari o medie.
Questi “psicologi climatici” subirono a loro volta il lavaggio del cervello. Essi, infatti, accettano senza critica la menzogna del cambiamento climatico antropico e delle sue conseguenze apocalittiche. Poiché vedono l’uomo come una specie incapace di applicare la ragione creativa per far progredire la conoscenza umana e ideare tecnologie per l’espansione della produzione e della produttività, essi dichiarano spensieratamente che lo stesso sviluppo economico stia mettendo in forse il futuro e debba essere arrestato.
Uno di questi è la dott.ssa Susie Orbach, che si identifica come consulente psicologica presso Balint Consultancy. È una degli innumerevoli autori del manuale per gli attivisti This Is Not a Drill (che in italiano potremmo tradurre con “Questa non è un esercitazione”), testo apocalittico mirato sulla fascia giovanile più suggestionabile, quella degli adolescenti. Nel suo capitolo sulla “tristezza climatica” (pagg. 66-67) scrive:

“Che cosa ci è richiesto, per impegnarci psicologicamente a fronte di questa conoscenza, piuttosto che rifuggirla? Come possiamo interpretare quanto sta accadendo se non è proprio davanti ai nostri occhi? È difficile immaginare la propria morte. Quanto è più impossibile immaginare che le attività umane possano significare l’estinzione?”

Se non siete depressi, sostiene Orbach, dovreste “prendere in considerazione i nostri sentimenti, l’uno nei confronti dell’altro, per irrobustirci. Dobbiamo elaborare il lutto e organizzarci. Non dovrebbe esservi una scelta tra uno o l’altro”.
Non è forse questa l’essenza di un condizionamento avversativo, con il quale si getta la vittima in una crisi esistenziale? Non lo si sta facendo con giovani suggestionabili? A questi giovani viene detto che la loro esistenza potrebbe distruggere la civiltà stessa, che tutto andrebbe meglio senza di loro e che pertanto devono attaccare i loro genitori per il fatto di averli messi al mondo. Questa sindrome da “ansia climatica”, ora meglio definita, è un genere di depressione dovuta alla disperazione, all’assenza del futuro nella propria prospettiva esistenziale, alla convinzione che al vicino orizzonte sia l’estinzione di massa; non stupiamoci se potranno derivare comportamenti irragionevoli o anche violenti.
Un altro firmatario è Paul Hoggett, professore emerito di Politica Sociale presso l’Università dell’Inghilterra Occodentale, a Bristol, e membro del comitato esecutivo della Climate Psychology Alliance (CPA), una cricca di psicologi che, quando non psicanalizzano le proprie vittime ritenute in “psicosi da cambiamento climatico”, istruiscono altre persone a venire a patti con la proprie visioni catastrofiche frutto del presunto cambiamento climatico antropogenico.
Nel proprio sito la CPA annuncia eventi per discutere, per esempio, “come sarebbe l’esser parte di una cultura che non credesse più nel progresso, che fosse preparata a essere preparata [sic] al peggio piuttosto che sperare continuamente nel meglio?” oppure su “quali forme potrebbero assumere l’amore e la speranza in un’epoca di austerità ecologica?”
L’eco-psicoterapista Mary-Jayne Rust, membro direttivo della CPA, ha parlato di “ansia climatica”, di “afflizione climatica”, ecc. in una recente lezione:

“[Il cambiamento climatico] è parte di una storia più grande relativa al nostro rapporto disfunzionale con il resto della natura… Se ascoltiamo, udiremo storie di amore e di perdita nelle nostre relazioni con la terra, con gli animali, con le piante, ecc. Continuiamo a lottare con una relazione assai ambivalente con noi stessi, in quanto animali”.

Riappare la neolingua di Orwell (dal noto romanzo 1984). Tra le guide di XR è Arran Stibbe, “professore di linguistica ecologica” dell’Università di Gloucestershire. Stibbe è un devoto del famoso (o infame?) linguista britannico, il defunto Michael Halliday, che nel 1990 scrisse che la “linguistica applicata” dovrebbe essere usata come arma contro l’idea stessa del progresso:

“Cambiare il linguaggio può cambiare l’ordine esistente. Quando pianificano un linguaggio, i linguisti applicati non forgiano uno strumento ideologicamente neutro per veicolare una politica; essi creano una forza attiva nel plasmare la coscienza della gente”.

Stando a Stibbe:

“Il principale esempio che Halliday ci ha consegnato è quello della ‘crescita economica’, descrivendo ‘innumerevoli testi che ripetono quotidianamente in tutto il mondo il semplice messaggio: la crescita è un bene. Molto è meglio di poco, di più è meglio di meno, grande è meglio di piccolo, crescere è meglio di implodere’, che porta a conseguenze distruttive dal punto di vista ecologico”.

Ecco a voi i dott. Stranamore del XXI secolo, che vanno spaventando i bambini con messaggi del tipo “Smettete di preoccuparvi e amate l’idea dell’estinzione dell’umanità”.

La psichedelia in soccorso dei movimenti “verdi”

In un manifesto di questa estate intitolato “Come la psichedelia ha favorito la formazione di Extinction Rebellion”, la cofondatrice Gail Bradbrook “spiega come le sue esperienze psichedeliche hanno favorito la genesi del movimento”. Descrive il suo viaggio in Costa Rica, ove “ingerì una dose massiccia” di sostanze native come l’ayahuasca.
“Ero terrorizzata”, scrive, “ma la ragione per la quale stavo spingendo la mia coscienza a un tale estremo non era semplicemente un lavoro interiore su me stessa. Volevo risposte su come provocare il cambiamento sociale”.
Pur ammettendo la propria ignoranza in climatologia, la Bradbrook afferma:

“Specie in estinzione… È comune il diniego del fatto che noi, come uomini, non siamo al vertice della piramide, dal quale potremmo dettare i termini, [ma] siamo parte della rete dalla vita”.

Il periodico Nature riferisce che, il 16 agosto 2019 presso l’Università di Londra, parlando alla quinta conferenza della Convenzione Breaking sull’uso e sulla legalizzazione delle droghe psicoattive, la Bradbrook dichiarò:

“Sosterrei una disobbedienza civile di massa nella quale la medicina dicesse allo Stato che non ha assolutamente il diritto di controllare le nostre coscienze e di definire le nostre pratiche spirituali”.

La conferenza era sostenuta finanziariamente dalla Fondazione Backley, la cui fondatrice e direttrice è Amanda Feilding, contessa di Wemyss e March, e riunì 1500 ricercatori, sciamani, “psiconauti” e giornalisti, con lo scopo di promuovere e legalizzare queste droghe psichedeliche. Il cambiamento climatico e Extinction Rebellion furono gli oggetti principali delle discussioni occorse.

La Bradbrook affermò che la psichedelia debba essere usata nel “modo giusto” e che si può imparare dalle culture indigene, le quali fanno uso regolare di sostanze come l’ayahuasca:

“Mentre sono a favore della scienze psichedelica – penso sia fantastica – non penso che noi abbiamo necessariamente il tempo di aspettare che la scienza ci dica se queste medicine siano utili. Le culture indigene ci hanno già indicato la via”.

Non elaborò ulteriormente, mentre è un fatto che molte delle tribù praticanti la “saggezza” insita nell’assunzione di ayahuasca, come gli yaguas della Colombia, hanno anche praticato il cannibalismo.

Tutte gli uomini e le donne della Regina

La mobilitazione delle truppe d’assalto psicologico e predazione dei nostri giovani e i promotori delle droghe e delle psicosi da esse create dovrebbero aver dato prova sufficiente per l’intervento dei governi contro XR per circonvenzione, promozione delle droghe e sedizione. Nondimeno questo movimento ha anche un altro lato: quello della promozione e del sostegno da parte dei massimi livelli dell’establishment britannico, monarchia inclusa, assieme alle istituzioni da essa patrocinate.
Non occorre andare troppo in profondità. Basta notare le vite parallele condotte dalla cofondatrice Bradbrook. Da una parte c’è la dissociata che appare su YouTube a sollecitare una disobbedienza civile di massa; dall’altra una figura con entrature importanti, essendo stata dipendente a tempo pieno di Business in the Community, la rete del “business responsabile” del principe Carlo. Ben prima di diventare guerriera per il clima, dal 2001 al 2003 la Bradbrook diresse anche il “sostegno delle società nel settore nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel considerare il proprio ruolo nel colmare il digital divide e nell’esaminare le proprie responsabilità sociali d’impresa”. Allora sviluppò le proprie competenze nella inclusione digitale. Non occorre rammentare che la rete Business in the Community ha un’agenda molto severa in fatto di cambiamenti climatici, per le aziende.
Il principe Carlo segue le orme del padre Filippo, il quale, assieme al nazista principe Bernardo d’Olanda, creò il WWF alla conclusione della seconda guerra mondiale. Fu il principe Filippo d’Edimburgo a dichiarare nel 1988 di sperare di potersi reincarnare in un virus letale “per contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione”. Lo scorso luglio il principe Carlo ha affermato “Sono fermamente convinto che i prossimi diciotto mesi saranno decisivi per la nostra capacità di mantenere il cambiamento climatico a livelli tollerabili e di ripristinare l’equilibrio con la natura di cui abbiamo bisogno per sopravvivere”.
Nel 2003 la Bradbrook incontrò il suo futuro marito, John David Fisher, che la sua biografia indica come pilota della RAF dal 1973 al 1977. Nonostante il breve servizio militare egli ricopre oggi l’incarico di vicepresidente del Club della RAF e ha ricevuto la Regina alla sua recente visita del club. Fisher ha fondato e dirige l’organizzazione caritatevole Citizens Online per l’inclusione digitale, con sede nella sua residenza di Stroud, nel Glocestershire. Offre servizi alle organizzazioni e alle comunità desiderose di accedere a Internet. Fisher lavorò anche per il Primo Ministro Tony Blair nella Commissione sull’Inclusione Digitale e come consigliere dei Ministri su questo tema. La Bradbrook ha diretto Citizens Online dal 2003 al 2018, dopodiché si è separata da Fisher e da Citizens Online per creare XR.
Un altri direttore di Citizens Online entrato in XR è il dott. Gerald Power, autore di uno studio sull’inclusione digitale. Nella propria biografia, Power dichiara di essere un consulente di dirigenti che iniziò la propria carriera presso il Ministero della Difesa britannico “nel programma di addestramento alla gestione delle applicazioni rapide di scienza e tecnologia” e che ha beneficiato di una carriera “attraverso i preminenti dipartimenti del governo centrale”.

Banchiere centrale e aspirante Lord

Un altro direttore e fondatore di XR, ora anche suo patrono, è Anthony St John, ventiduesimo barone St. John of Bletso, uno dei novantadue membri ereditari della Camera dei Lord e in attesa di essere nominato Lord dalla Regina. Attualmente presidente del consiglio di amministrazione della banca commerciale Strand Hanson, il Lord St. John of Bletso è anche direttore esecutivo di un lungo elenco di società minerarie, informatiche, telematiche, energetiche (rinnovabili) e finanziarie, sia in Sud Africa sia in Europa. Nella Camera dei Lord è membro della Commissione Esecutiva del gruppo parlamentare sull’Africa e vicepresidente del gruppo parlamentare sul Sud Africa.
Le sue credenziali ecologiste includono il sostegno ventennale di un’organizzazione chiamata Televisione per l’Ambiente (TVE) che commissiona a registi e partner nel mondo produzioni e distribuzioni cinematografiche di promozione dell’ambiente e della sostenibilità quali temi dell’agenda globale. Come ex presidente di Friends of TVE ne è ora un membro onorario. TVE fu fondata nel 1984 dal programma ambientale delle Nazioni Unite, dalla sezione britannica del WWF e dalla britannica ITV Central.
Il barone è anche consigliere di Successful GREEN, una “rete internazionale per l’ambiente, l’innovazione e l’informazione” assieme a Peter E. Merian (ex direttore della borsa di Basilea, A.D. di Bank Sarasin e membro fondatore della Global Environment Society) e Marcelo Cavalho de Andrade (presidente di Earth Council Alliance, creata dal miliardario Maurice Strong). Cavalho de Andrade è anche partner e direttore di Earth Capital Partners LLP, che si posiziona in modo da trarre grandi profitti da questa ondata di finanza ecologista.
Assieme al senatore americano Sheldon Whitehouse, al congressista americano Alan Grayson e ai rocchettari Sting, Graham Nash e Jason Mraz, il baronetto è anche tra i firmatari di una lettera aperta ai leader mondiali riuniti nella conferenza dell’ONU COP21, a Parigi. Chiesero che fosse aggiunta una frase al trattato, per obbligare le imprese e le società a rendicontare in modo completo e trasparente i costi dello sviluppo, della produzione, del trasporto, della vendita e del consumo dei prodotti responsabili dei cosiddetti “gas serra”.

Chatham House per l’azione climatica

Non molto tempo fa, tra gli attivisti di XR che si incollarono alle porte dei quartier generale della Royal Dutch Schell, era presente Farhana Yamin, anche ricercatrice nel Dipartimento sull’Energia, sull’Ambiente e sulle Risorse presso l’Istituto Reale per gli Affari Internazionali di Sua Maestà, di Chatham House.
Il 4 luglio 2019 la Chatham House ospitò un dibattito dal titolo “Azione climatica: un ruolo per la disobbedienza civile?” Descrivendo gli scopi dell’incontro, l’istituto dichiarò:

“Nonostante questa crescente consapevolezza del pubblico sull’urgenza dell’azione climatica, gli scienziati dell’ambiente e gli attivisti hanno combattuto per motivare il vasto pubblico, i legislatori e le società a far approvare le necessarie politiche ambiziose e dirompenti. Nei mesi scorsi, tuttavia, un nuovo senso di urgenza è stato iniettato nel dibattito sull’ambiente da movimenti come XR a Londra e Youth For Climate (Giovani il clima) a livello internazionale”.

Parlando a quell’incontro, Sam Geall, un altro ricercatore dell’istituto, chiese che i servizi di sicurezza reprimessero le società petrolifere e non i ribelli di XR. “Dobbiamo capire… chi non sia punito” per aver causato danni climatici.

Sviluppo dei fossi, salvataggio dell’Amazzonia

Quasi in cima all’elenco dei firmatari della dichiarazione costitutiva di XR troviamo l’ex capo della Chiesa d’Inghilterra, il quale – lo ricordiamo – fu comunque sottoposto al supremo governante che è la Regina, l’ex arcivescovo di Canterbury Rowen Williams.
È tra i più attivi sostenitori di XR e appare alle conferenze e agli incontri per incoraggiare i giovani a prendere parte alla manifestazione “Ribellione Internazionale” di Londra, ecc. Williams ha scritto recentemente un commento sul Guardian sostenendo esageratamente che un quinto dell’ossigeno proviene dalla foreste brasiliane e sostenendo che gli incendi siano conseguenze della nostra “spinta allo sviluppo che serve soltanto come lusso di consumo e di convenienza…”
La foresta amazzonica deve essere preservata per gli indigeni. Non vorreste mica che abbandonassero la loro arretratezza primitiva? Williams dice:

“I loro diritti sono stati calpestati a fronte dell’avidità di numerosi e potenti interessi economici e la loro è una storia che parla delle ineguaglianze palesi che tanto stanno distruggendo e corrompendo il nostro mondo, incluse le nazioni come la brasiliana..
Nell’Amazzonia, le estrazioni minerarie e petrolifere stanno spingendo le comunità fuori della foresta nella quale hanno vissuto per secoli”.

Siamo dunque tutti da biasimare, dice il buon pastore, per i crimini del progresso e del consumo di carne:

Questo non è un problema del solo Brasile… Tutti siamo coinvolti. Le caratteristiche globali della crescita economica, inclusi i livelli senza precedenti della domanda di carne nel mondo sviluppato, spiegano molto la pressione d’uso del suolo nella regione…
Gli incendî nella foresta amazzonica sono una metafora visiva dell’effetto della nostra miope passione per la crescita economica illimitata”.

Manifestando una predisposizione per le ingerenze negli affari interni di una nazione sovrana, Williams ha chiesto che la regione amazzonica sia resa non disponibile allo sviluppo dei 211 milioni di cittadini brasiliani.

(Nella foto Carola Rackete, che fa parte di XR).