C’è qualcosa di terribilmente ipocrita nell’ondata di indignazione contro la decisione di Trump di uscire dalla COP21, come se essa portasse alla distruzione del pianeta; ipocrita, perché le premesse della lobby del clima non si sono mai basate sulla vera scienza, ma sull’ideologia. Un’ideologia maltusiana di “crescita zero” e di riduzione della popolazione.

Passiamo rapidamente in rassegna alcuni fatti:

* I cambiamenti climatici non sono dovuti all’attività umana, ma sono una costante da ben prima che comparisse l’uomo sul pianeta; altro che attività industriale e aumento della CO2. Essi sono dovuti a fenomeni nel sistema solare e nella galassia. Essi sono stati osservati anche su altri pianeti.

* La cosiddetta “scienza” si basa su modelli per calcolatore le cui previsioni non sono state accurate. Uno studio recente che paragona trentadue di tali modelli ha scoperto che nessuno degli aumenti di temperatura previsti è corrisposto alle temperature misurate negli ultimi 15 anni. * Benché sia una cosa ovvia, la CO2 non è un “nemico” della terra da combattere, ma è assolutamente essenziale per la vita sul pianeta. E tuttavia, l’Ente USA per la Protezione dell’Ambiente l’ha dichiarata ufficialmente un inquinante. Thomas Wysmuller, uno scienziato del clima che lavora al TRCS Climate Group della NASA, è impegnato da anni a confutare le tesi della lobby del riscaldamento globale.

Egli ha spesso sottolineato che l’intera premessa che criminalizza la CO2 è falsa; che non c’è alcun collegamento tra l’aumento di CO2 e del livello dei mari, contrariamente a un’argomentazione spesso ripetuta; e che mentre la CO2 è aumentata, l’incidenza e la gravità degli uragani e delle trombe d’aria sono diminuite (vedi http://www.therightclimatestuff.com).

Inoltre, con un aumento della CO2 le piante producono più biomassa e sono in grado di usare l’acqua in modo più efficiente, cosa preziosa nelle aree desertiche. Ma gli accordi di Parigi stabiliscono che l’umanità debba impedire che la temperatura salga di due gradi per impedire una catastrofe, e sono già stati spesi miliardi di dollari nel futile tentativo di riuscirci. Come sottolinea Wysmuller, che differenza farebbe se la temperatura si innalzasse anche di due gradi? Ma con una piccola frazione del denaro così sprecato, sarebbe stato possibile sviluppare una rete elettrica in tutta l’Africa e fornire energia a buon mercato, affidabile e pulita a tutto il continente, mentre “i veri inquinanti verrebbero controllati con moderne tecniche ingegneristiche”.

Naturalmente, nessuno sostiene di volere l’inquinamento, che esiste ed è un problema grave in molte città del mondo. Ma esso si combatte efficacemente con gli investimenti nelle tecnologie moderne e in forme energetiche a più alta densità, che sono veramente pulite, come quella nucleare di fissione (in particolare ottenuta dai reattori della quarta generazione) e di fusione.