La separazione bancaria, unica “riforma” che consenta la crescita

Lettera aperta alle associazioni di categoria

di Liliana Gorini, presidente MoviSol, e Massimo Lodi Rizzini, economista.

Negli ultimi anni la bolla speculativa mondiale è cresciuta a dismisura. Si tratta di una bolla impagabile, che però richiede ricchezze reali per poter essere mantenuta, ricchezze reali che in Occidente vengono tolte ai cittadini e agli investimenti produttivi impoverendo così la società e distruggendo il progresso tecnologico ed infrastrutturale.

La situazione reale in Occidente può essere riassunta con questi pochi punti essenziali:

  1. una continua espansione delle bolle speculative che hanno ormai raggiunto e superato il “valore” di 20 volte il PIL mondiale; tutta quella massa speculativa non potrà essere ripagata in alcun modo;

  2. per tenere gonfie le bolle speculative vengono sottratte all’umanità e alla civiltà le ricchezze reali, mediante l’adozione di politiche di feroce austerità, tagli e tasse, imponendo anche privatizzazioni e liberalizzazioni che, come risulta evidente dai primi anni Novanta, non fanno altro che impoverire la nazione e la popolazione;

  3. l’intero Occidente ha stampato e pompato ingentissime risorse monetarie e finanziarie nei mercati speculativi nel vano tentativo di impedire i fallimenti delle banche “too big too fail”, in questo modo si sono ripresentate le condizioni che hanno provocato il crac del 2007-2008, ma questa volta in modo ancora più grave e distruttivo. Recentemente Europa e Stati Uniti si sono dotati di leggi che consentiranno il prelievo forzoso dai conti correnti dei risparmiatori, il cosiddetto “bail-in”, aggraverà pesantemente la situazione del sistema finanziario e che di certo non funzionerà come previsto “sulla carta”;

  4. l’Italia ha versato decine di miliardi di euro e ne verserà altre centinaia, ai vari fondi “salva stati” (che salvano solo le banche fallite, non gli Stati), mentre le banche straniere, alimentate anche di soldi nostri, vengono a comprarsi le aziende italiane provocando gravissimo danno industriale in una nazione incamminata ormai verso il fallimento sociale, culturale e scientifico. I dati parlano chiaramente: distruzione della capacità di produrre nuova ricchezza reale, disoccupazione devastante, giovani senza più alcuna prospettiva per il loro futuro, debito pubblico in costante aumento, continui tagli ai diritti civili;

  5. purtroppo non è solo la situazione economica-finanziaria a preoccupare, infatti in parallelo al declino economico corre anche la preparazione di innumerevoli teatri di guerra lungo un corridoio che porta dall’Africa equatoriale fino ai confini di Russia e Cina. Sono evidenti le provocazioni dell’amministrazione Obama, che dopo aver condotto una guerra in Libia senza l’autorizzazione del Congresso, ha finanziato i terroristi in Libia e Siria, e alcuni elementi neonazisti in Ucraina, per portare a termine il golpe tuttora in atto. Questa politica di espansione e controllo sta accendendo una miccia che rischia di trascinarci nella terza guerra mondiale.

Non è certo un caso che le nazioni “BRICS”, Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, assieme ad altre nazioni desiderose di investire in sviluppo tecnologico, economia reale e futuro delle rispettive popolazioni, si stiano dotando di banche pubbliche capaci di favorire gli investimenti produttivi, ponendosi così al di fuori delle condizioni di finanziamento, in puro stile colonialista e di saccheggio, tipiche di istituti sovrannazionali quali il FMI e la Banca Mondiale. Sono nazioni che dimostrano di saper e di poter crescere, di sviluppare le proprie reti infrastrutturali pubbliche e di cooperare con altri Stati Sovrani (collaborazione, non competizione) per perseguire il bene comune salvaguardando l’interesse dell’altra parte. Solo questo spirito costruttivo potrà portare la pace e lo sviluppo, mentre l’animalesca concorrenza liberista porta la distruzione degli stati sovrani in favore di poche compagnie commerciali e finanziarie, come ai tempi delle Compagnie delle Indie britannica e olandese.

Oltre alle azioni dei Paesi BRICS, sono degni di nota gli sforzi di numerosi senatori e deputati, guidati dalla Sen. Elizabeth Warren, che si stanno adoperando negli Stati Uniti per il ripristino della legge Glass-Steagall, attuata da Roosevelt nel 1933 per separare le banche commerciali da quelle d’affari e abolita dall’amministrazione Clinton nel 1999. Questa legge, il cui ripristino è continuamente invocato da Lyndon LaRouche dal 2009, è l’unica legge che permetterebbe di ripulire il mondo dalla carta straccia speculativa senza più alcun valore e senza più alcun contatto con la realtà, rilanciando così l’economia reale.

Anche nel nostro paese esistono numerosi disegni di legge in questo senso, ispirati dall’associazione MoviSol. Non ha alcun senso parlare di “crescita” e di “riforme” senza mettere fine prima di tutto alla bolla speculativa che è la causa della crisi, togliendo ogni garanzia dello Stato agli speculatori, vietando i derivati, CDS e gli altri prodotti finanziari speculativi, dando vita ad un vero sistema creditizio.

Vi chiediamo dunque di mobilitare le vostre associazioni di categoria allo scopo di informare e di guidare una sana resistenza al colonialismo distruttivo che sta minando l’esistenza stessa dell’umanità, unendovi a noi e alle centinaia di associazioni e sindacati negli Stati Uniti che si battono per il ripristino della legge Glass-Steagall.

Invitiamo i nostri lettori a inviare questa lettera aperta alla loro associazione di categoria, sindacato, partito o associazioni di fiducia.


Lettera aperta per la separazione bancaria