La profezia di LaRouche: tornare ai cambi fissi

Il guru che anticipò il crac della finanza speculativa
di Ivo Caizzi

STRASBURGO – «Una follia che le banche non possono sostenere». Così il clamoroso azzeramento dei tassi d’interesse sul dollaro, deciso dalla banca centrale Fed, è visto da Lyndon LaRouche, il politico-guru che dagli anni Novanta annunciava il crac della finanza speculativa e la necessità di una nuova Bretton Woods.

Perenne candidato-outsider a tutte le primarie presidenziali del partito democratico, LaRouche in Italia ha avuto contatti con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che si è dichiarato attento lettore dei suoi scritti anti-liberisti e anti-marxisti.

Ieri questo ottantaseienne senza laurea in economia è stato invitato a parlare della crisi finanziaria nell’Europarlamento di Strasburgo dal capogruppo degli eurodeputati della Lega Nord, Mario Borghezio, e dalla presidente della Destra europea, Cristiana Muscardini di An, appoggiati dal capo-delegazione di Forza Italia Stefano Zappalà. LaRouche ha ribadito che «l’attuale sistema monetario mondiale è fallito senza speranze». La causa è «un indebitamento insostenibile» e ormai «solo gli Stati possono garantire il credito a medio e lungo termine».

Il politico-guru, leader di un movimento multinazionale di seguaci, auspica il salvataggio solo della parte del sistema bancario impegnato a finanziare le imprese e i cittadini. Le attività speculative andrebbero lasciate fallire. LaRouche ritiene essenziale «il ritorno a un sistema di cambi fissi» e invoca un piano di mega-investimenti pubblici in infrastrutture in Asia, Russia, Europa, Africa e Usa.

Termini durissimi li ha usati contro il superspeculatore George Soros denunciando la sua influenza su molti governi. Un altro nemico è l’ex governatore della Fed Alan Greenspan, responsabile del credito facile alla base della bolla dei mutui immobiliari subprime. Ma invita a iniziare a colpire anche la speculazione sulle droghe in America Latina e in Asia. «L’oppio pagato 600 dollari al contadino afghano rende sei milioni di dollari ai trafficanti», ha detto Larouche, che negli anni 90 fu arrestato e condannato per frodi nella raccolta dei fondi del suo movimento.

Intervenne il presidente democratico Bill Clinton per farlo rilasciare. Oggi punta sul neopresidente Barack Obama. «L’amministrazione Bush può ancora provocare danni irreparabili fino al 20 gennaio – ha detto LaRouche -. Ma Obama, che ha principi sani, può rilanciare l’economia».

Con Tremonti dice di «condividere molti punti», ma evidenzia anche differenze. Quella principale riguarda l’ispiratore storico della comune convinzione nell’intervento dello Stato nell’ economia. Tremonti si ispira all’economista britannico John Maynard Keynes. LaRouche risale al 1700 e all’allora ministro del Tesoro Usa Alexander Hamilton.