Questa settimana il mondo assisterà a un’altra tornata di maccartismo. Da un anno l’establishment e i media americani “liberal” hanno rispolverato l’isteria russofoba per contrastare l’intenzione del Presidente Donald Trump di ristabilire buoni rapporti di cooperazione con la Russia e con la Cina.

Uno dei maccartisti nel campo del partito democratico, il senatore Mark Warner membro della Commissione sull’Intelligence, ha ammesso in un programma televisivo domenicale che non vi sono prove della “collusione” tra il Presidente americano ed i russi: “soltanto molto fumo”, ha dichiarato. Questo è il modo di rispondere, da parte dei “liberal”, alla decisione di Trump di licenziare il direttore dell’FBI.

La domanda a questo riguardo posta agli americani dal Presidente russo Vladimir Putin, durante un’intervista su NBC-TV (foto kremlin.ru) nella quale è stato ripetutamente accusato di sovvertire e cospirare per controllare gli Stati Uniti, è stata: “Siete tutti impazziti?” Dopo circa un decennio di pesante fallimento economico e di disperazione, i “liberal” vorrebbero forse resuscitare J. Edgar Hoover e Joe McCarthy?

Inattuale, considerando che nel mondo sta emergendo un nuovo ordine economico basato sullo sviluppo infrastrutturale, sul credito produttivo destinato allo sviluppo industriale ad alta tecnologia, sulla scienza e sull’esplorazione spaziale. Questo grazie all’espansione resa possibile dall’iniziativa Belt and Road (“Una Cintura, Una Via”, “Nuova Via della Seta”), alla quale la Russia si sta decisamente associando. Con il coinvolgimento di asiatici, africani, latinoamericani.

Se gli americani vogliono ricostruire la propria economia e tornare a essere una potenza industriale, scientifica ed esplorativa dello spazio, dovranno esigere una sana cooperazione fondata su queste iniziative di progresso economico. Dovranno esigere la piena maturazione della cooperazione avviata dal Presidente americano Trump e dal Presidente cinese Xi Jinping.

Nel corso della battaglia internazionale sempre più efficace contro le strutture del terrorismo cosiddetto “islamista”, nella quale Putin ha assunto un ruolo cruciale e di guida, gli Stati Uniti hanno l’occasione di cambiare politica: adottando la separazione bancaria sancita con il Glass-Steagall Act nel 1933, ricorrendo al sistema della banca nazionale promosso nei primi anni della loro indipendenza da Alexander Hamilton e rilanciando i volani scientifici dell’economia come il meraviglioso programma lunare di J.F. Kennedy.

I rapporti di cooperazione con Cina e Russia sono imprescindibili ed essenziali. La via è la Nuova Via della Seta. Ha ragione Putin: coloro che chiedono l’impeachment o evocano l’assassinio di Trump devono davvero essere impazziti, perlomeno in modo transitorio.