La bancarotta politica, economica e morale dell’usurata concezione geopolitica è emersa ancora una volta alla Conferenza sulla Sicurezza a Monaco (16-18 febbraio). Il livello di ostilità verso la Russia da parte dei rappresentanti occidentali era smisurato, a ruota seguito da quello verso la Cina e condito da una buona dose di anti-Trumpismo. Il ministro degli Esteri in carica della Germania, Sigmar Gabriel, si è spinto a dire che “Non riconosciamo più la nostra America”. Gabriel ha anche accusato Russia, Cina e USA di voler spaccare l’UE. Il Presidente della MSC, Wolfgang Ischinger, ha dato il La alla manifestazione in un’intervista alla vigilia della conferenza in cui ha sottolineato il grande rischio di scontro militare tra la Russia e la NATO a causa del deterioramento dei rapporti tra Mosca e Washington. Benché sia vero che la situazione è estremamente pericolosa, non lo è – come Ischinger ha sottinteso – a causa di Donald Trump, che ha spesso espresso l’intenzione di migliorare i rapporti con la Russia, ma a causa dei neocon e dei neolib negli Stati Uniti e altrove, che stanno facendo il possibile per impedirglielo.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov (nella foto col segretario di Stato americano Tillerson) ha spesso indicato che i leader russi sono ben consapevoli del problema. In un’intervista a Euronews il 16 febbraio, Lavrov è stato brusco: “E’ abbastanza chiaro che i democratici non riescono ad accettare la sconfitta [nelle presidenziali del 20169, che li ha colti completamente di sorpresa, e ora stanno facendo di tutto per avvelenare la vita al Presidente Trump e all’intero partito repubblicano. Ma per Trump specialmente, perché è uno che viene da fuori del sistema”.

In un articolo pubblicato nell’edizione speciale del German Times per la conferenza di Monaco, la presidentessa della Commissione Esteri del Congresso del Popolo cinese, Fu Ying, ha scritto che la Cina non è interessata alla cosiddetta “competizione dei sistemi, e non ha intenzione di esportare il proprio sistema politico e la propria ideologia. Nell’articolo, ella sostiene la necessità della cooperazione per affrontare le “sfide di sicurezza nel mondo odierno”.

Helga Zepp-LaRouche ha attaccato duramente coloro che accusano la Cina di tentare di dividere l’Unione Europa investendo in progetti che l’UE si rifiuta di finanziare. Ella ha anche sottolineato che la Cina è riuscita a sollevare dalla povertà 700 milioni di persone e pianifica di farlo per i rimanenti 30 milioni entro il 2020. Nell’Unione Europea non c’è segno della volontà di eliminare la povertà. Per i leader cinesi si tratta di una politica consapevole e non del risultato “naturale” della crescita economica. Dopo tutto, ha notato la fondatrice dello Schiller Institute, “c’è anche crescita economica in Germania, ma un fanciullo su sei vive nella povertà”. Questo tema, ad esempio, non è stato affrontato seriamente nel programma della coalizione di governo a Berlino. Il tema della conferenza di Monaco era “al limite… e ritorno”, ma contrariamente a quanto credono i suoi organizzatori, al limite è arrivato il vecchio paradigma geopolitico.