Nel tentativo di sabotare l’intenzione dichiarata del Presidente Trump di migliorare i rapporti con la Russia, il Senato degli Stati Uniti d’America ha superato sé stesso approvando una legge (97 voti a 2) che stabilisce nuove sanzioni e un meccanismo che impedisca al Presidente di toglierle nel futuro.

Nel concreto, la legge stabilisce un processo di revisione affidato al Congresso, che avrebbe il potere di respingere ogni proposta della Casa Bianca per allentare le sanzioni. Essa stabilisce anche nuove sanzioni contro chi conduca attacchi informatici per conto della Russia (!) e chi fornisca armi al governo siriano, come pure contro i settori minerario, metallifero, navale mercantile e ferroviario russi.

In realtà, non è stata mai fornita una prova del coinvolgimento del governo russo negli attacchi informatici, e tuttavia il tema continua a essere usato per criminalizzare i russi, mentre le sanzioni per le armi alla Siria tradiscono il vero intento, che è quello di sabotare la cooperazione tra Stati Uniti e Russia per sconfiggere il terrorismo.

Il Presidente Putin ha appropriatamente descritto la campagna anti-russa negli Stati Uniti come qualcosa che gli ricorda l’antisemitismo. “Dànno sempre la colpa ai russi, come gli antisemiti se la prendono sempre con gli ebrei”, ha detto Putin nel corso del documentario in quattro puntate girato da Oliver Stone e trasmesso la scorsa settimana da Sky.

Economicamente le nuove sanzioni, se approvate dalla Camera, colpirebbero l’Europa e in particolare il gasdotto Nord Stream 2, che dovrebbe raddoppiare le forniture di gas russo che già passano per Nord Stream. La legge si oppone al progetto a causa dei suoi presunti “impatti negativi sulla sicurezza energetica dell’Unione Europea, sullo sviluppo del mercato del gas in Europa centrale e orientale, e sulle riforme energetiche in Ucraina”.

Il governo tedesco ha reagito con una forte protesta pubblica e ha persino minacciato contro-sanzioni per bocca del Ministro dell’Industria Brigitta Zypries. Il portavoce della cancelleria Steffen Seibert ha trovato “strano” che le sanzioni intese a punire la Russia per presunte interferenze nelle elezioni americane colpiscano le imprese europee. In precedenza, il Ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel e il Cancelliere austriaco Christian Kern avevano emesso una dichiarazione congiunta, sottolineando che le nuove sanzioni andrebbero contro “gli interessi europei” in tema di energia.

Ciò apre un interessante scenario. Poiché anche l’UE è contro Nord Stream 2, emerge un conflitto potenziale con, da una parte, l’élite globalista e neocon transatlantica, compresi Wall Street e la corrente di Obama negli Stati Uniti, e la burocrazia dell’UE, e, dall’altra, la Russia, la Casa Bianca e gli interessi delle nazioni europee. Il prossimo passo dovrebbe essere quello di abbandonare i giochi geopolitici e plasmare un’alleanza basata sulla cooperazione.