In ospedale Amelia Boynton Robinson, presidente d’onore di MoviSol

Lo Schiller Institute è stato informato che Amelia Boynton Robinson, vicepresidente dello Schiller dal 1985 al 2008, e presidente d’onore di MoviSol, è in ospedale a Montgomery in condizioni critiche, a seguito di un ictus che non le consente di parlare, almeno temporaneamente, e di una serie di complicanze insorte da allora.

Amelia Robinson è una personalità unica nella storia americana. Si è battuta con passione per il diritto di voto di tutti gli americani dal 1920, più a lungo di qualsiasi altra persona nella storia degli Stati Uniti. La sua collaborazione con lo Schiller Institute, che l’ha portata in numerose nazioni ispirando le persone in tutto il mondo, è stata la continuazione della sua battaglia per la dignità di ogni uomo. È importante non solo per generazioni di americani, ma per generazioni di persone in tutto il mondo, incluse le generazioni a venire, che conosceranno la sua storia e la ameranno come l’amiamo noi.

Prima di perdere la capacità di parlare tre settimane fa, Amelia aveva specificato le proprie scelte in materia di cure mediche. Queste scelte erano state ratificate da un tribunale lo scorso anno, dopo che era stata visitata da avvocati del tribunale nel Jackson Hospital di Montgomery per stabilire le sue decisioni in merito alle cure mediche future.

Erano stati intrapresi passi, inclusi passi legali, nell’osservanza delle sue scelte espresse in quel periodo, ratificate dal tribunale. Ora, nel momento in cui è momentaneamente incapace di esprimere i propri desideri, sembra che le sue scelte chiaramente espresse siano state revocate dal tribunale.

Amelia ha ribadito più volte che crede di essere ancora viva a 104 anni, di parlare e viaggiare “per un motivo. C’è del lavoro che Dio mi ha dato da fare”. Il pubblico resta sempre colpito dalla sua energia e chiarezza, anche negli ultimi mesi. Ha continuato a viaggiare in tutti gli Stati Uniti, a ricevere individui e gruppi di studenti a casa sua fino al giugno scorso. Esistono registrazioni video di questi eventi che parlano da soli. È chiaro da questi video che era mentalmente presente in quei momenti, come lo era l’anno scorso quando ha espresso chiaramente al tribunale il desiderio di continuare a vivere in casa, di restare indipendente, e di proseguire il lavoro in cui è impegnata, in un modo o nell’altro, da 95 anni. Gli americani hanno l’obbligo morale di consentirglielo e di assisterla.

La domanda è, il tribunale è stato sottoposto a qualche tipo di pressione per revocare le scelte di Amelia, le scelte che erano state ratificate dallo stesso tribunale un anno fa? Le persone a cui Amelia aveva dato la procura medica, e che si sono occupate di lei prima e dopo la decisione del tribunale dell’anno scorso, hanno dichiarato che potrebbe essere in corso un tentativo di trarre profitto dalle circostanze attuali. Il personale infermieristico a cui Amelia aveva affidato le sue cure mediche H24 da anni, è stato licenziato in tronco il 28 luglio e gli viene impedito il contatto con lei, o con altri membri della sua famiglia. È stato negato loro anche l’accesso all’ospedale in cui è ricoverata Amelia. L’allontanamento delle persone che le erano familiari e a cui aveva affidato le sue cure e l’assistenza medica non ha certo avuto un effetto positivo sulle sue condizioni generali.

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Assistiamo spesso a persone, giovani e vecchie, che vengono sfruttate per guadagno politico o finanziario. I candidati presidenziali “sono in vendita”. Le giovani celebrità “vendono” i loro corpi e ciò che resta della loro mente. Si vende anche “il retaggio della storia”. Quante persone sostengono falsamente di essere associate con una grande personalità storica o di meritare compensi monetari solo perché sono imparentate con qualcuno di speciale, che ha cambiato il mondo in modo positivo?

Qualcuno ha detto giustamente che “Amelia Robinson non ‘marciò con Martin Luther King’; fu Martin Luther King che marciò con Amelia Robinson.” Il gennaio scorso Andrew Young, ex ambasciatore presso l’ONU, congressista e sindaco di Atlanta, ha dichiarato che la campagna per il diritto di voto della gente di colore a Selma nel 1965 “non fu un’idea di Lyndon Johnson. Non fu un’idea di Martin Luther King. La campagna di Selma fu un’idea di Amelia Boynton”. Questo retaggio non può essere mercificato.

I tribunali possono commettere degli errori, ma possono anche correggerli. Amelia Robinson merita di vincere la battaglia per la sua vita esattamente come ha scelto, perché, come disse il poeta Friedrich Schiller, in un’anima bella, come la sua, dovere e inclinazione sono la stessa cosa. L’anima bella di Amelia è incline a continuare a combattere per la giustizia a modo suo, e l’America ha il dovere di aiutarla in questo. Non c’è potere al mondo, incluso quello del Presidente degli Stati Uniti, che sia maggiore di quello di un’anima bella.

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us Poesie di Amelia Boynton Robinson in lingua originale