Mentre la Cina celebra il quinto anniversario dell’Iniziativa Belt and Road, varata il 7 settembre 2013, sono in discussione piani per estendere il vasto progetto ad altri Paesi. Se ne è discusso anche al vertice sulla cooperazione tra Cina e Africa (Forum of China Africa Cooperation, FOCAC), tenutosi a Pechino il 3-4 settembre.

In questi cinque anni l’Iniziativa Belt and Road ha spostato decisamente la dinamica fondamentale dei rapporti internazionali a favore della cooperazione “win win” e l’ha allontanata dalla tradizionale geopolitica dell’impero britannico. Come ha dichiarato il Presidente Xi Jinping a un recente simposio che commemorava l’anniversario, la BRI “non differenzia i Paesi a seconda dell’ideologia e non pratica il gioco a somma zero. Fino a quando i Paesi saranno disposti ad aderire, sono i benvenuti”.

Una sintesi dei successi della BRI è stata fornita da Chu Daye sul Global Times del 27 agosto, in un articolo dal titolo “B&R ispira fiducia in tutto il mondo”. Lo scorso maggio la Cina aveva firmato centotre documenti di cooperazione con ottantotto Paesi, regioni e organizzazioni globali. Gli scambi commerciali tra i Paesi e le regioni, previsti dall’iniziativa, sono arrivati a un totale di oltre 5000 miliardi di dollari, mentre gli investimenti esteri diretti a tali destinazioni ha raggiunto i 70 miliardi tra il 2013 e il 2017. Il commercio tra la Cina e i partner nella B&R nel 2017 equivale a quasi il “40% del commercio globale di beni in termini di valore”, scrive il quotidiano.

In termini di trasporti, i porti cinesi sono ora collegati con seicento porti per assicurare la connettività marittima. E il “numero di servizi mercantili è aumentato a diecimila treni tra la Cina e l’UE”. Si valuta che oltre duecentomila posti di lavoro siano stati creati nelle varie economie grazie ai progetti infrastrutturali e ai progetti di questa iniziativa.

Il direttore dell’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, Ning Jizhe, ha annunciato il 27 agosto che nei cinque anni della BRI, le imprese cinesi hanno creato ottantadue parchi industriali nei Paesi partecipanti, con un investimento totale di 28,9 miliardi di dollari e ventiquattromila posti di lavoro creati nelle comunità locali. Questi progetti, ha sottolineato, hanno portato investimenti reali nei Paesi coinvolti (e non la cosiddetta “trappola del debito”, spesso denunciata dall’Occidente), rafforzando l’economia locale e migliorando le condizioni di vita della gente.

Ning sottolinea anche la crescente cooperazione nelle aree della cultura e dell’istruzione, tra i partner della B&R. Nel 2017, dice, hanno studiato in Cina 317.200 studenti, con un aumento dell’11,58% rispetto al 2016, corrispondente a quasi il 65% del totale degli studenti internazionali in Cina.

Sulla questione dell’istruzione, il Presidente Xi ha inviato la scorsa settimana una lettera all’Accademia Centrale delle Belle Arti, nella quale sottolinea l’importanza dell'”educazione estetica” per lo sviluppo dell’individuo e della società allo scopo di forgiare “una mente più bella”, come riferisce Xinhua.

La fondatrice dello Schiller Institute Helga Zepp-LaRouche ha accolto con entusiasmo l’intervento di Xi, notando la similitudine con le idee del grande poeta tedesco Friedrich Schiller e in particolare una delle sue opere fondamentali, le Lettere sull’Educazione Estetica dell’Uomo.