La Corte Costituzionale tedesca ha perso una magnifica occasione di bloccare la folle politica monetaria della Banca Centrale Europea. Nella sentenza sul ricorso contro il programma di acquisto titoli (APP) dell’Istituto di Francoforte, emessa il 15 agosto, la Corte ha rinviato il giudizio alla Corte di Giustizia Europea, che non si è mai pronunciata contro la BCE.

I ricorsi, tuttavia, hanno il limite di criticare la politica della BCE sul piano legalistico, e cioè se vìoli o no le regole dell’UE – ma non ne affrontano la natura sistemicamente sbagliata, anzi, catastrofica, come abbiamo spesso denunciato in questa newsletter. Ai nostri lettori suonerà quindi familiare l’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera dall’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti (nella foto), che a suo tempo promosse una seria riforma del sistema finanziario lungo le linee proposte da Lyndon LaRouche (vedi http://www.corriere.it/economia/17_agosto_14/tremonti-dieci-anni-crisi-cause-problemi-sono-ancora-li-ddab09ae-8055-11e7-a3cb-7ec6cdeeea93.shtml).

“Dal 2007 a oggi le cause della crisi sono ancora tutte lì”, ha affermato. “Se allora c’erano numeri eccessivi, oggi sono esplosivi. La liquidità eccessiva che ha causato la crisi dieci anni fa, oggi è esponenzialmente superiore. La finanza sta subendo una mutazione genetica spaventosa. Ci sono tutti gli elementi in cui nascono le famigerate “bolle”.

Tremonti ha esortato a “un minimo di riflessione sulla situazione attuale” nonostante la calma apparente del periodo estivo. “I banchieri centrali oggi mi ricordano i generali francesi che guardavano, al sicuro e soddisfattissimi la Linea Maginot, ignorando la forza politica del motore a scoppio. Dalla crisi dei Tulipani a quella della Louisiana, la storia insegna che le bolle e i disordini emergono quando si perde di vista o si inventa la realtà”.

Finirà come nel 2007? Tremonti crede che “sarebbe un miracolo se la bolla non ci fosse. Churchill diceva che non c’erano state due guerre mondiali, ma una sola con un lungo armistizio in mezzo. Ecco, secondo me oggi rischiamo una situazione simile”.