Il vertice della SCO si concentra su stabilità e lotta al terrorismo

La scorsa settimana è stata condita da una buona dose di sorprese, manovre e tensioni, ma tutto si può sussumere sotto le contraddizioni fondamentali tra il vecchio e il nuovo paradigma.

Il vecchio paradigma è riflesso negli spettacolari attacchi del “deep state” contro Donald Trump, dovuti principalmente all’intenzione dichiarata della Casa Bianca di migliorare i rapporti con Russia e Cina, e porre fine alla politica delle guerre per il regime-change. Sotto questo aspetto, c’è da registrare la testimonianza dell’ex direttore dell’FBI James Comey.

Sul lato opposto, il nuovo paradigma è stato ulteriormente consolidato al vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) tenutosi l’8-9 giugno ad Astana, in Kazakistan. Per la prima volta dalla sua fondazione nel 2001, sono stati ammessi due nuovi membri, India e Pakistan, che si aggiungono a Cina, Kazakistan, Kirghisistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan. L’Iran è membro osservatore nell’organizzazione, sorta per garantire la sicurezza e combattere il terrorismo nella regione.

Il Presidente russo Vladimir Putin (nella foto con Modi) ha pronunciato due discorsi alla conferenza, entrambi focalizzati sulla necessità che tutte le nazioni lavorino assieme per sconfiggere il terrorismo. Egli ha definito l’Afghanistan “la più grave fonte di minacce” alla sicurezza regionale. Gli Stati Uniti d’America e la NATO sono in guerra in Afghanistan da quindici anni, ma “il Paese continua a degradare”. Lo scopo della Russia, ha affermato Putin, è quello di ottenere un miglior coordinamento tra Unione Economica Eurasiatica, SCO, ASEAN e Belt and Road Initiative cinese.

Anche il Presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato il bisogno di sforzi di contrasto al terrorismo e di repressione del traffico di stupefacenti, come pure di ulteriore cooperazione economica.

I Presidenti russo e cinese si sono incontrati ai margini del vertice, come previsto, ma c’è anche stato un incontro tra Xi Jinping e il Primo Ministro indiano Narendra Modi, che era rimasto incerto fino all’ultimo minuto. Vi sono numerosi punti di tensione tra i due Paesi, che hanno portato il governo di Modi a sabotare scioccamente il vertice del Belt and Road Forum il 14-15 maggio a Pechino, ma i due leader hanno espresso la volontà di migliorare i rapporti.

L’agenzia cinese Xinhua ha pubblicato una valutazione del vertice il 9 giugno, in un editoriale intitolato “L’espansione della SCO è positiva per la stabilità regionale e per lo sviluppo”, che riflette le vedute del governo cinese.

L’autore, Shu Dongyang, fa notare che con l’ingresso di India e Pakistan nella SCO, quest’ultima rappresenta “la metà della popolazione mondiale e tre quinti del continente eurasiatico”. L’impegno a garantire “la pace e la crescita” nella regione non è mai venuto meno e c’è “un maggiore bisogno di promuovere un più rapido sviluppo economico. Questi interessi comuni sono più forti delle differenze di sistema politico, cultura, tessuto sociale e livello di sviluppo economico”.