Il vertice BRICS indica la via d’uscita dalla crisi

Visto dal mondo transatlantico, il futuro appare cupo. Oltre al pericolo di guerra nucleare e di crollo del sistema finanziario, e alle devastazioni prodotte dall’austerità e dai disinvestimenti, la fazione dell'”Impero Britannico” è apertamente impegnata, con i suoi servizi di intelligence, nel tentativo di rovesciare il Presidente degli Stati Uniti d’America, al costo di scatenare una guerra civile. Fortunatamente c’è un’altra dinamica in corso, visibile al vertice dei BRICS del 3-5 settembre a Xiamen, in Cina.

Nonostante il vento contrario che soffia dal mondo transatlantico, quella dinamica guadagna forza. Negli ultimi dieci anni, il PIL aggregato dei cinque Paesi membri dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) è cresciuto del 179%, i loro scambi commerciali sono aumentati del 94% e la New Development Bank (NDB/NBS), fondata nel 2014, sta già finanziando progetti importanti. Questo, come ha fatto notare il Presidente cinese Xi Jinping (nella foto), ha contribuito a stabilizzare l’economia globale.

Quest’anno, per la prima volta, i capi di stato di altri cinque Paesi sono stati invitati a partecipare al vertice: Egitto, Guinea, Tagikistan, Messico e Thailandia. Questa innovazione è tesa a trasformare i BRICS in un forum allargato per la cooperazione Sud-Sud.

Alla cerimonia di apertura del BRICS Business Forum il 3 settembre, Xi ha sottolineato che il gruppo si caratterizza per il fatto che i membri si trattano l’un l’altro come pari e cercano una base comune, hanno adottato un approccio innovativo, orientato a risultati che avvantaggino tutti, e “si sono sviluppati in modo da aiutare altri, con il benessere del mondo in mente”.

Prima del vertice, il governo russo ha annunciato che i cinque leader avrebbero anche discusso di temi regionali vitali, inclusi il Medio Oriente, l’Afghanistan, il Nord Africa e la regione del Sahara-Sahel, piagata dal terrorismo e dai gruppi radicali. Il Presidente Putin ha reso noto che un’attenzione speciale sarebbe stata dedicata alla Siria, e che egli avrebbe chiesto ai partner di partecipare al processo di pace e alla ricostruzione del Paese.

Un altro tema importante è stato l’Iniziativa Belt and Road, che Xi Jinping ha descritto in questo modo: “Non è uno strumento per far avanzare l’agenda geopolitica, ma una piattaforma per la cooperazione pratica. Non è un piano di aiuti, ma un’iniziativa per lo sviluppo interconnesso che richiede estese consultazioni, contributi comuni e benefici condivisi. Sono convinto che l’Iniziativa Belt and Road servirà come nuova piattaforma per ottenere la cooperazione win-win tra tutti i Paesi”.

Si spera in grandi progressi nel futuro immediato per quanto riguarda grandi progetti come il Transaqua in Africa (vedi sotto) e il Canal di Kra in Thailandia. Il tipo di infrastrutture promosse dalla Cina ovviamente è la chiave per impedire catastrofi come le recenti inondazioni nell’Asia Meridionale, che hanno mietuto innumerevoli vite preziose.