Il sistema presidenziale francese implode: Jacques Cheminade offre l’alternativa

Parigi, 1 marzo 2017 (Nouvelle Solidarité) – Questa mattina e fino a mezzogiorno i media nazionali sono stati occupati da una notizia alquanto drammatica. François Fillon ha annullato, senza fornire spiegazioni, un tour alla Fiera dell’Agricoltura anticipato con grande enfasi mediatica. La spiegazione è stata da lui fornita durante una drammatica conferenza stampa a mezzogiorno, nella quale ha riferito che questa mattina i giudici lo avevano informato della loro decisione di sottoporlo a “esame” il giorno 15 marzo, due giorni prima dell’annuncio dell’elenco ufficiale dei candidati presidenziali da parte del Consiglio Costituzionale. Con una dichiarazione breve ma diretta, ha accusato i magistrati e i media di aver scatenato una campagna a lui ostile sin dall’inizio, in violazione dei diritti di difesa, paragonandola a un “assassinio politico”. Per quanto riguarda Marine Le Pen, le autorità del Parlamento Europeo hanno annunciato il 28 febbraio che procederanno al voto, forse giovedì, per negarle l’immunità parlamentare. Le Pen è, infatti, un membro del Parlamento Europeo. Un voto affermativo potrebbe preparare la strada dell’imputazione per aver usato fondi europarlamentari a vantaggio di suoi amici del Front Nationale.

Anche altri due candidati, Emmanuel Macron e Benoit Hamon, candidati del Partito Socialista rispettivamente “numero due” e “di vera sinistra”, vengono accusati dai media: Macron poiché avrebbe usato denaro del suo Ministero per avviare la sua campagna; Hamon in ragione del lavoro di sua moglie e dei legami con LVHM, una delle più quotate società del lusso di Francia. Anche se la corruzione è una realtà inconfutabile e fastidiosa, i giudici vengono chiaramente usati dalle corrotte élite atlanticiste per creare in Francia lo stesso caos della Notte dei lunghi coltelli e per uccidere ciò ch’è rimasto della Quinta Repubblica gollista.

Nel frattempo, la campagna di Jacques Cheminade (nella foto, alla Fiera dell’Agricoltura) prosegue con risvolti interessanti. Alcune testate gli offrono la possibilità di esporre le proprie idee con la dovuta accuratezza e profondità. A seguito di un buonissimo articolo pubblicato da RTL, di cui abbiamo già riferito, ha beneficiato di una buona ventina di minuti sul canale privato di TF1, detto LCI. Cheminade ha potuto esporre le sue idee principali sulla necessità di lasciare l’UE e sulla riforma di un’Europa delle Patrie ristretta a sette o otto Stati. Lamentando che i giornalisti non stanno riconoscendo ai temi di politica estera (i quali occupano la metà del tempo del Presidente) la dovuta rilevanza, Cheminade ha colto l’occasione per presentare l’alternativa costituita dalla politica della Nuova Via della Seta seguita dalla Cina. Il candidato ha anche spiegato che cosa intendesse, dicendo che la Francia è occupata da potenze finanziarie, e ha avuto addirittura la possibilità di leggere una citazione da un libro di un ex funzionario francese, che accusa il nostro sistema finanziario di esser divenuto criminale.

Poi, Cheminade ha visitato con profitto la Fiera dell’Agricoltura, una fiera annuale che riunisce agricoltori di tutta la Francia a Parigi, per esibire i loro prodotti più gustosi per il pubblico. Si tratta di una fiera rinomatissima, molto visitata dai professionisti e dai lavoratori del settore, ma anche dalla popolazione in generale. Seguendo un accordo preventivo raggiunto con gli organizzatori della fiera, Cheminade è stato ricevuto “ufficialmente” e accompagnato di esposizione in esposizione, e ha potuto formulare domande, concedere interviste, ma anche dialogare con gli agricoltori sui loro problemi e le relative soluzioni. Cheminade è stato accompagnato da una decina di giornalisti e due sociologi autori di una ricerca sulle campagne di tutti i candidati presidenziali.

BFM ha condotto una bella intervista. Tra le testate rappresentate dai giornalisti erano TVAGRI, European School of Journalism, RTL e l’emittente del Senato Public Senat.

Uno dei momenti salienti della visita è stato quello degli incontri con le associazioni di categoria agricole. Presso un’esposizione riguardante la pastorizia in Aveyron, un pastore ha espresso la propria simpatia per Cheminade, posandogli due agnelli in grembo e promettendo di votarlo. Persino i due sociologi hanno avuto una buona reazione, rilevando che, di tutti i candidati, soltanto Cheminade è davvero coinvolto nei dialoghi con i produttori agricoli, mentre gli altri si presentano con dichiarazioni preconfezionate da ripetere in ogni angolo della fiera.

Cheminade ha anche concesso un’intervista per Tropique FM, emittente in tutti i territori d’oltremare, e un’intervista di cinque minuti con Eric Brunet per RMC, un’altra emittente radiofonica nazionale privata molto seguita. Il candidato ha chiarito il tema delle correnti politiche che spera di interessare alla sua campagna – i gollisti della Resistenza, i cristiani sociali della tradizione degli abati democratici della Bretagna, i socialisti ispirati da Jaurès e i comunisti della Resistenza – e altri temi essenziali del suo programma. A un certo punto gli è stato chiesto chi pensa sia il politico migliore per il mondo odierno. Alla domanda posta come trappola Cheminade ha risposto che non ce n’è alcuno. Se Putin è buono per la Russia, ha detto, nel resto del mondo non ne vedo.