Il ruolo saudita negli attacchi dell’11 settembre finalmente ripreso dalla grande stampa occidentale

Le dichiarazioni rilasciate poco prima della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco da Zakariya Musawi, condannato negli Stati Uniti per il suo ruolo negli attacchi dell’11 settembre a New York e Washington, hanno portato ad un’esplosione di articoli negli Stati Uniti, ed anche in Europa, sul ruolo di funzionari e istituzioni sauditi negli attentati.

Ciò ha alimentato la campagna per la pubblicazione delle famose 28 pagine del rapporto del Congresso sull’11 settembre, censurate dall’amministrazione Bush prima, e poi da quella di Obama.

Ma che cosa afferma Musawi, che pianificava di partecipare all’attacco dell’11 settembre? Che prima dell’attentato faceva la spola con Riad, agendo come corriere, consegnando a mano lettere e assegni firmati personalmente da Osama bin Laden e dal principe Salman – che, dopo la recente morte di Re Abdullah, è diventato il nuovo monarca dell’Arabia Saudita.

I documenti messi agli atti processuali insieme alla sua testimonianza puntano il dito su Salman per il suo ruolo di direttore dell’Alta Commissione Saudita per i Soccorsi in Bosnia-Erzegovina, che “contribuì a finanziare gli stessi campi di addestramento di Al Qaeda in cui furono addestrati i dirottatori dell’11 settembre, nonché i covi in Afghanistan da cui persone come Osama bin Laden e Khalid Shaykh Muhammad pianificarono e coordinarono gli attacchi”

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La notizia è stata ripresa per due giorni di seguito dal New York Times in articoli di prima pagina (il 4 ed il 5 febbraio). L’autore di un articolo, Carl Hulse, era stato alla conferenza stampa del 7 gennaio a Capitol Hill indetta su questo tema dai congressisti Walter Jones e Stephen Lynch, a cui aveva parlato anche il Sen. Bob Graham, che era presidente della Commissione autrice del rapporto, poi censurato.

In Francia e Belgio, dopo i recenti attacchi terroristici a Charlie Hebdo ed i raid condotti dalla polizia belga contro le cellule terroristiche, la notizia delle 28 pagine censurate è stata ripresa dai media. Questo è chiaramente il risultato degli interventi dei movimenti associati a LaRouche in Francia e Belgio, inclusi i recenti discorsi di Jacques Cheminade e Christine Bierre ad un colloquio ad alto livello sul terrorismo che si è tenuto all’Assemblea Nazionale (il Parlamento francese) sull’operazione anglo-saudita di Londonistan che controlla il terrorismo cosiddetto “islamico”, e sulla battaglia negli Stati Uniti per desecretare le 28 pagine

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Ne hanno parlato Paris Match, Le Figaro, L’Express 20 minutes, nonché la belga RTBF.