Il presunto attacco hacker russo era in realtà un lavoro dall’interno

Il 24 luglio i Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS, professionisti veterani di intelligence per la sanità) hanno reso pubblico un memorandum straordinario che dimostra conclusivamente che i presunti attacchi hacker russi al Democratic National Committee (DNC) non erano affatto attacchi hacker, bensì una fuga di notizia da parte di qualcuno che aveva accesso ai computer del DNC. I dati furono poi manipolati per incriminare la Russia. Il documento completo è disponibile su https://consortiumnews.com/2017/07/24/intel-vets-challenge-russia-hack-evidence/.

L’ex analista della CIA Ray McGovern (nella foto) ha dato un’intervista al LaRouchePAC sul memo (vedi video in fondo alla pagina).

Nessuno dei media principali negli Stati Uniti, che fanno parte del cosiddetto “deep state”, ha osato pubblicare questa notizia esplosiva. Per rendere pubblica la notizia, il LaRouche Political Action Committee ha pubblicato la seguente dichiarazione il 25 luglio.

I VIPS, che includono l’ex direttore tecnico della NSA William Binney, sostengono nel memo l’analisi forense indipendente eseguita da un gruppo che include Skip Folden, Program Manager dell’IBM per le tecnologie informatiche ora in pensione. Nelle valutazioni della comunità di intelligence di Obama non era presente un’analisi forense. I VIPS affermano che ci sono state due fughe di notizie dall’interno del DNC. La prima fu nel giugno 2016, poco prima dell’annuncio da parte di Julian Assange, il 12 giugno, che aveva i documenti del DNC e pianificava di pubblicarli. La seconda fuga di notizie fu il 5 luglio 2016 per contaminare preventivamente qualsiasi cosa fosse stata pubblicata da WikiLeaks in modo che sembrasse che proveniva da un hacker russo. Come è risaputo, WikiLeaks pubblicò il documento del DNC che mostrava come Hillary Clinton e il DNC avessero congiurato per manipolare le elezioni primarie democratiche e far perdere Bernie Sanders.

La principale scoperta forense è che il 5 luglio 2016, nel tardo pomeriggio Eastern Daylight Time, qualcuno che operava nel fuso orario EDT con un computer direttamente connesso al server del DNC o alla DNC Local Area Network, ha copiato 1.976 megabytes di dati in 87 secondi su un supporto di memorizzazione esterno. Questa velocità è di gran lunga superiore a quella possibile fisicamente con un attacco hacker. Sembra quindi che il presunto attacco hacker al DNC da parte di Guccifer 2.0 (l’autoproclamata fonte di WikiLeaks) non era un attacco hacker dalla Russia o da chiunque altro, ma era semmai una copia di dati del DNC su un supporto di memorizzazione esterno. L’analisi forense eseguita sui dati rivela che ci fu un inserimento successivo, un lavoro di copia e incolla utilizzando un template russo, chiaramente allo scopo di attribuire i dati ad un hacker russo. Tutto questo fu eseguito nel fuso orario americano della East Coast.

Il memo dei VIPS chiede al Presidente di indagare sulla CIA, in particolare l’ex direttore John Brennan, e l’FBI, per il finto attacco hacker e la finta attribuzione ai russi. Citano la capacità della CIA di creare hacker con falsa bandiera sulla base degli strumenti Vault 3 recentemente rivelati, incluso il Marble Framework. A questo proposito, l’ex direttore della CIA Brennan ha chiesto, in essenza, un golpe contro il Presidente Trump al Forum sulla Sicurezza dell’Aspen Institute recentemente concluso, se Trump destituisse il procuratore speciale Robert Mueller, scelto da Brennan per proseguire la sua guerra illegale ed anticostituzionale contro il Presidente Trump. Noi proponiamo che il Presidente esiga un’inchiesta immediata su Brennan e il suo gruppo, inchiesta condotta da un procuratore speciale nominato appositamente e dal Congresso. Chiediamo inoltre che chi legge questa dichiarazione chiami il proprio congressista ed esiga tale inchiesta.