Il Presidente della Corea del Sud annuncia un’epoca di “comunicazioni costanti” con la Corea del Nord

Il Presidente della Corea del Sud Moon Jae-in (nella foto con Putin) ha parlato ai giornalisti il 20 settembre della sua visita alla Corea del Nord, manifestando euforia per le prospettive di pace della penisola coreana. Ha detto che all’Assemblea Generale dell’ONU porterà al Presidente americano Trump un messaggio privato del Presidente nordcoreano Kim Jong-un:

“Vi sono cose che gli Stati Uniti vorrebbero che noi facessimo sapere alla Corea del Nord e, d’altra parte, vi sono cose che la Corea del Nord vorrebbe che noi facessimo sapere agli Stati Uniti. Adempierò fedelmente questo compito, incontrando il Presidente Trump, per agevolare il dialogo tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti”, ha annunciato Moon. Aggiungendo che Kim “esprime il desiderio di completare il più presto possibile la denuclearizzazione e di concentrare gli sforzi sullo sviluppo economico”. Ha promesso che esprimerà a Trump il desiderio suo e di Kim di firmare una dichiarazione di conclusione della guerra di Corea entro il 2018. Moon ha affermato anche che la Corea del Nord gradirebbe una visita del Segretario di Stato americano Mike Pompeo e che egli stesso vorrebbe una visita di Kim. “Spero che vi saranno occasioni per i miei concittadini di vedere il Presidente Kim Jong-un con i loro occhi, mentre parla della denuclearizzazione della penisola, della pace e della prosperità”, ha concluso Moon. I due Presidenti coreani, stando ad altre sue dichiarazioni, hanno parlato anche di altri temi, tra i quali incontri tra parlamentari delle due Coree , la presenza a una mostra di fine anno di beni culturali della Corea del Nord, per celebrare i gli undici secoli della fondazione della Dinastia Goryeo (918-1392).Tutto questo equivale, per Moon, all’apertura di una nuova epoca di “comunicazioni costanti”, fatta di vertici cadenzati, contatti transfrontalieri, e via dicendo.