Durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 24 settembre, il ministro degli Esteri siriano Walid al-Moallem ha sottolineato come il suo governo creda nella vittoria contro il terrorismo, e come questa vittoria sia nell’interesse del mondo intero. “Tutti sanno molto bene che il terrorismo non si sarebbe diffuso nel mio Paese senza il sostegno di governi stranieri. Non è più un segreto il ruolo svolto dall’Arabia Saudita e dal Qatar nel promuovere le ideologie wahabite takfirite con le loro fatwa di morte, le quali non hanno nulla a che vedere con l’Islam”, ha dichiarato Moallem. Contemporaneamente “la Turchia ha permesso a decine di migliaia di terroristi da tutto il mondo di attraversare i propri confini, fornendo supporto logistico e campi d’addestramento sotto la supervisione dei servizi segreti turchi ed occidentali”. “In Siria stiamo combattendo il terrorismo per conto del mondo intero”, ha dichiarato, perché ogni volta che un terrorista straniero viene ucciso in Siria, vengono ridotte le chance di un attacco terroristico nel Paese d’origine. “Il nostro ottimismo è maggiore ora che l’esercito arabo siriano sta compiendo grandi passi avanti nella lotta al terrorismo, grazie al supporto dei veri amici del popolo siriano”, Russia, Iran e gli Hezbollah, ha proseguito Moallem. Ha espresso la volontà della Siria di collaborare con chiunque sia intenzionato a combattere i gruppi terroristici, a patto che le azioni vengano coordinate con il governo. “Senza tale coordinamento, qualsiasi azione sarà considerata una violazione della nostra sovranità e dei principi e obiettivi della Carta delle Nazioni Unite”. Ha condannato sia l’attacco americano del 19 settembre contro le truppe siriane a Deir al Zor che l’incursione turca nel nord della Siria. In merito alla risoluzione del conflitto, Moallem ha palesato la disponibilità della Siria a procedere su due binari: la lotta al terrorismo ed un dibattito politico che permetta ai siriani di determinare il proprio futuro senza alcuna ingerenza straniera. “Confermiamo la nostra disponibilità a proseguire il dialogo di Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite”, ha dichiarato, ma una soluzione politica “si deve basare sul rispetto della sovranità, indipendenza ed integrità territoriale della Siria e l’unità del suo popolo”.