Il Grande Gioco britannico è visibile a tutti

Nel corso dello scorso anno Londra si è data molto da fare per presentarsi come il leader del “mondo libero”, determinato a salvare la democrazia e a combattere il totalitarismo in tutte le sue forme. Spetta ai britannici assumere questo ruolo, proclama l’élite del Regno Unito, a causa dell'”insana” intenzione di stabilire buoni rapporti con Russia e Cina. Il Premier Theresa May proclama perentoriamente che la Gran Bretagna sta facendo un grande rientro sulla scena globale per combattere il suo principale nemico, la Russia.

Tuttavia, nel fare così, i britannici si sono allargati troppo e subiscono ora un forte contraccolpo, come mostrano la lunga denuncia dei crimini dell’Impero Britannico formulata dalla portavoce del Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova (nella foto con Putin) e le numerose dichiarazioni dalla Cina. La frettolosa decisione britannica nell’accusare la Russia di aver avvelenato l’ex spia Sergej Skripal e sua figlia in Inghilterra è stato un passo eccessivo. La decisione di bombardare la Siria prima che arrivassero gli ispettori dell’OPAC ne è stato un altro.

Così, cresce l’opposizione nello stesso Regno Unito, anche ad alti livelli. Ne è espressione Lord Andrew Green of Deddington, ex ambasciatore in Siria, che il 19 aprile ha dichiarato a The House che i britannici devono “inghiottire il nostro orgoglio” e pensare ad allacciare rapporti con Bashar al-Assad. Questi, ha detto, “rimarrà in sella” e “il semplice vituperio non è una strategia”. Green ha consigliato al governo di concentrare gli sforzi sulla sconfitta dell’Isis e dei suoi alleati.

Non è nemmeno passato inosservato il fatto che il consorte della Premier, Philip May, lavora per Capital Group, il principale azionista di BAE Systems e il secondo maggiore azionista di Lockheed Martin. Le azioni di questi due giganti della difesa hanno fatto un balzo in alto dopo il raid in Siria del 14 aprile.

Helga Zepp-LaRouche ha discusso questa situazione globale nella teleconferenza settimanale dello Schiller Institute il 19 aprile. La fondatrice dello Schiller Institute ha fatto notare l’alto grado di incertezza tra la popolazione europea, che ha perso fiducia nei leader e nelle istituzioni che minacciano di andare in guerra contro la Russia allo stesso tempo in cui incombe una nuova crisi finanziaria. Tuttavia, ha aggiunto, talvolta “è necessario uno shock come quello attuale per passare a un nuovo paradigma di relazioni internazionali” che ripristini il diritto sancito nella Carta dell’ONU. L’offerta cinese di cooperare nella costruzione della Belt and Road è una base valida per la pace e per imbastire rapporti su basi reciprocamente vantaggiose”. L’UE e il Regno Unito possono continuare a ingaggiare una battaglia di retroguardia per restare abbarbicati al potere, ma non possono vincere.