I partecipanti alla conferenza dello Schiller Institute che si è tenuta a Berlino il 25-26 giugno sono stati informati di prima mano dei cambiamenti nella situazione politica in Giappone da Daisuke Kotegawa, ex direttore del Ministero delle Finanze giapponese e direttore esecutivo del Giappone presso il FMI dal 2007 al 2010.

Kotegawa ha ricordato l’incontro tra il Premier giapponese Shinzō Abe e Vladimir Putin lo scorso 6 maggio a Soci, e il miglioramento dei rapporti con la Cina, che segnano una svolta potenzialmente epocale nella storia dell’Asia e del mondo. Il giorno dopo quell’incontro il suo amico ambasciatore giapponese in Russia, che aveva partecipato all’incontro, gli mandò una e-mail in cui diceva tre cose: “Non posso dirti niente di specifico. Numero 2, l’incontro è andato molto bene. Numero 3, il Premier è tornato in Giappone pienamente soddisfatto”.

Kotegawa e gli ambienti intorno a lui non si aspettavano che un accordo finale tra Giappone e Russia sui loro conflitti territoriali vi sarebbe stato presto, ma “ora ci attendiamo che il Premier Abe accetterà un invito di Putin e parteciperà al forum economico di Vladivostok il 2-3 settembre, e nutro la speranza che quest’anno Putin verrà in Giappone. Se questo accadrà, è probabile che si arriverà a un accordo finale con la Russia il prossimo anno. Sono molto ottimista che ciò possa accadere”.

Kotegawa ha espresso ottimismo anche per il fatto che la distruttiva chiusura dell’industria dell’energia nucleare dopo l’incidente di Fukushima sia finalmente giunta al termine, in quanto sono state riaperte tre centrali. Inoltre ha riferito che “due settimane fa il nostro Ministero dell’Economia ha reso pubblico il rapporto sulle prospettive della combinazione futura di energia in Giappone: l’obiettivo è il 2030, ed in quel rapporto prevediamo di costruire 24 nuove centrali nucleari”.

Ha notato anche che i rapporti tra Giappone e Cina stanno migliorando rapidamente, sia in termini di aumento degli scambi e degli investimenti, ma anche di turisti cinesi che vengono in Giappone, sostenendo l’economia giapponese, e questo segna un miglioramento nei rapporti tra i popoli che si affacciano sul Mar del Giappone.

Si aggiunga che questo potenziale di allentamento delle tensioni tra Giappone e Cina, tensioni che sono state incoraggiate dall’amministrazione Obama, va di pari passo con la svolta significativa nelle Filippine, un paese che il Presidente americano cerca di trasformare in una gigantesca base militare americana per una guerra con la Cina. Invece, il nuovo presidente eletto Rodrigo Duterte, inaugurato il 30 giugno, e il suo ministro della Difesa, il Gen. Delfin Lorenzana, hanno dichiarato espressamente che non vi sarà alcuna guerra con la Cina o con chiunque altro, tranne che con i terroristi.

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