Il fatto più importante del G20 di Buenos Aires è avvenuto il primo dicembre, subito dopo la fine del programma formale. Stiamo parlando della cena tra il Presidente americano Trump e il Presidente cinese Xi Jinping, che entrambi hanno definito “molto ben riuscita”. I due leader hanno riaffermato il primato del loro rapporto personale nel plasmare le relazioni sino-americane, gettando le basi per progressi su un numero di temi strategici. Sul commercio, Xi e Trump hanno raggiunto un accordo per allentare le tensioni ed evitare nuovi dazi.

L’altro fatto importante al G20 è stato l’incontro a tre dei Presidenti Putin e Xi e del Primo Ministro indiano Narendra Modi, e cioè dei leader dei tre Paesi che formarono l’alleanza “RIC” dalla quale nacque in seguito quella dei “BRICS”, con l’inclusione del Brasile e della Repubblica Sudafricana. Dopo l’incontro, il Presidente russo ha sollecitato la ripresa degli incontri trilaterali per “lavorare assieme sui temi chiave dell’agenda economica”. Il visibile riavvicinamento tra Cina e India è particolarmente cruciale per superare gli annosi conflitti geopolitici in Asia.

Uno di questi riguarda la penisola coreana. In quel contesto, Trump ha avuto un incontro informale con il leader sudcoreano Moon Jae-in, durante il quale ha reiterato l’intenzione di tenere un secondo vertice con Kim Jong-un nel 2019. Questo tema è stato discusso anche nel bilaterale tra Trump e il Premier giapponese Shinzo Abe, nel quale sono stati passati in rassegna gli ultimi sviluppi del dossier nordcoreano.

Nei numerosi bilaterali tenuti da Xi a Buenos Aires, tra i quali quelli con il turco Erdogan, l’argentino Macri e il saudita Ben Salman, l’Iniziativa Belt and Road e la cooperazione win-win sono stati al centro dei colloqui. Helga Zepp-LaRouche ha commentato che i risultati del G20 sono positivi nonostante la delusione per la cancellazione del vertice tra Trump e Putin. La decisione di Trump ha coinciso con la presentazione delle pretese nuove spettacolari prove della collusione fra Trump e la Russia, un ennesimo tentativo dell’establishment geopolitico transatlantico di impedire che tra i due leader si forgi un’alleanza cooperativa. Trump ha nondimeno annunciato che intende invitare Putin a Washington tra non molto.

Putin si è detto dispiaciuto della cancellazione del vertice, essendo molti i temi da discutere, per esempio le crisi in Siria, Afghanistan e Corea, come pure l’intenzione della parte statunitense di ritirarsi dal trattato INF. Tuttavia, si è detto disponibile a un incontro quando Washington “sia pronto” e senza precondizioni. Tuttavia, Putin ha dichiarato di essere pronto a incontrare Trump non appena Washington “sia pronta” e senza condizioni.

È molto significativo che, ritornando a Washington, Trump abbia scritto in un tweet che un giorno egli, Xi e Putin avvieranno colloqui su “uno stop ragionevole a quella che è diventata una grande e incontrollabile corsa al riarmo”.