Il Forum della Nuova Via della Seta a Pechino vara il “progetto del secolo”

Il discorso del Presidente cinese Xi Jinping al Forum sull’iniziativa Belt and Road per la Cooperazione Internazionale(BRI, ex Nuova Via della Seta) ha posto in evidenza i passi necessari per assicurare che oltre cento nazioni beneficino al massimo grado dalla partecipazione al “progetto del secolo”.

L’attrattiva di questo enorme ed ambizioso programma infrastrutturale è maturata grazie al lavoro di quattro anni. “Le pesche e le pere non parlano”, ha detto Xi Jinping, citando un proverbio, “ma sono così belli che tra gli alberi appare un sentiero”.

A fronte di un investimento di quasi mille miliardi di dollari in circa novecento progetti, sostenuti principalmente dalle banche cinesi per lo sviluppo e da nuovi fondi creati ad hoc, cui sono stati appena aggiunti 115 miliardi, il Presidente cinese ha evidenziato la difficoltà di coordinare la progettazione, la pianificazione economica e la mobilitazione industriale insieme alle nazioni partecipanti. Parimenti, la sfida è nel coordinamento dei finanziamenti derivanti dai crediti nazionali.

Che cosa faranno le altre grandi potenze, in particolare gli Stati Uniti d’America? Esse possono e devono aggiungere del proprio all’iniziativa cinese. Essa è funzionale a risolvere anche il problema della povertà nel mondo, delle minacce di carestie in Africa e nell’Asia Sudoccidentale, della diffusione di una cultura della disperazione nelle regioni deindustrializzate degli Stati Uniti e dell’Europa.

Helga Zepp-LaRouche, presidente dello Schiller Institute e moglie dell’economista americano Lyndon LaRouche, principale sostenitore del Sistema Americano di Economia Politica e fondatore dell’Executive Intelligence Review, ha partecipato al forum sottolineando l’urgenza di agire affinché l’amministrazione Trump rompa ogni indugio e compia i primi passi decisivi verso la cooperazione con Pechino.

Lyndon LaRouche ha ricordato l’importanza di rilanciare l’esplorazione spaziale e attendere ai tutti i suoi benefici scientifici e tecnologici: questo potrà e dovrà essere il principale contributo degli Stati Uniti d’America. Occorre ripristinare la piena cooperazione con i programmi spaziali di altre nazioni che, da semplici emule del programma kennediano, hanno superato l’America e promettono nuovi passi decisivi per il progresso umano.

In altre parole deve essere sviluppata una “Via della Seta nello spazio”, per gestire e far progredire le nuove infrastrutture intercontinentali. Il Presidente americano Donald Trump ha appena cominciato a ridestare le abilità espresse un tempo nel “Programma Apollo” della NASA e l’ottimismo del popolo americano che poté camminare sulla Luna.

L’appello del Presidente cinese:

Le industrie sono il fondamento dell’economia. Dovremmo approfondire la cooperazione industriale in modo tale che i piani di sviluppo industriale delle differenti nazioni possano complementarsi e rafforzarsi reciprocamente. Occorre concentrare l’attenzione sul varo di grandi progetti. Occorre rafforzare la cooperazione internazionale sulla capacità produttiva e sulla fabbricazione di dotazioni produttive, e sullo sfruttamento di occasioni di nuovo sviluppo espresse dalla nuova rivoluzione industriale, in modo da assicurare nuovi affari e mantenere la crescita dinamica.

La finanza è il sangue dell’economia moderna. Soltanto quando il sangue circola regolarmente si può crescere. Dovremmo stabilire un sistema di salvaguardia di finanza stabile e sostenibile per tenere sotto controllo i rischi, creare nuovi modelli di investimento e di finanziamento, incoraggiare la più ampia cooperazione tra governi e capitale privato e costruire un sistema di finanziamenti diversificati e un mercato di capitali a più sportelli. Dovremmo anche sviluppare una finanza inclusiva e migliorare le reti dei servizi finanziarli.

La connettività per mezzo di infrastrutture è il fondamento dello sviluppo attraverso la cooperazione. Dovremmo promuovere la connessione via terra, via mare, via aria e attraverso lo spazio telematico, concentrare i nostri sforzi sui nodi cruciali, sulle città, sui progetti e sulle reti autostradali, ferroviarie e portuali. L’obiettivo di costruire sei grandi corridoi economici sotto l’ombrello della Belt and Road Initiative è stato posto e dovremmo darci da fare per raggiungerlo.

Il Presidente ceco Milos Zeman ha apprezzato questa sfida:

In tutta la storia, con l’eccezione del Piano Marshall, non vi sono stati progetti di lungo periodo, che richiedono un grande coraggio. Lasciatemi esprimere la mia gratitudine nei confronti della Repubblica Popolare Cinese per questo coraggio e, in particolare, lasciatemi lodare il Presidente cinese per un coraggio che è una vera rarità.

Helga Zepp-LaRouche, intervistata dall’agenzia stampa cinese Xinhua, ha previsto che le altre nazioni potranno
replicare il miracolo economico cinese degli ultimi vent’anni. Ciò porterà a rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, compresa la cooperazione internazionale nella tecnologia del controllo della fusione termonucleare, che ci fornirà energia e materie prime in tutta sicurezza.
Sono sicura che l’iniziativa continuerà a crescere e diventerà un vero ponte terrestre mondiale, comportando il cambiamento del noto vecchio slogan: nessuna nazione sarà lasciata indietro.

Italia e Grecia erano presenti coi rispettivi Premier, Gentiloni e Tsipras, che hanno avuto parole di lode per l’iniziativa cinese, fondamentale per lo sviluppo del Mediterraneo. Ora tocca agli Stati Uniti e al resto del mondo partecipare pienamente a quella che si prospetta come l’unica alternativa alla crisi economica attuale.